Volume 5

Edizione Giuntina
    Andatosene dunque a Roma, Agostino lo mise in opera; e la prima
    cosa che gli facesse fare, furono gl'archetti che sono in su la loggia,
    la quale risponde in sul giardino, dove Baldassarre Sanese aveva nel
    palazzo d'Agostino in Trastevere tutta la volta dipinta: nei quali ar-
5   chetti Sebastiano fece alcune poesie di quella maniera ch'aveva re-
    cato da Vinegia, molto disforme da quella che usavano in Roma i
    valenti pittori di que' tempi. Dopo quest'opera, avendo Raffaello
    fatto in quel medesimo luogo una storia di Galatea, vi fece Bastiano,
    come volle Agostino, un Polifemo in fresco allato a quella, nel quale,
10   comunche gli riuscisse, cercò d'avanzarsi più che poteva, spronato
    dalla concorrenza di Baldassarre Sanese e poi di Raffaello. Colorì
    similmente alcune cose a olio, delle quali fu tenuto, per aver egli da
    Giorgione imparato un modo di colorire assai morbido, in Roma
    grandissimo conto.
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Edizione Torrentiniana
15   Avvenne che Giorgione da Castel Franco mise in quella città i modi
    della maniera moderna più uniti e con certo fumeggiar di colore;
    per il che Sebastiano si partì da Giovanni e si acconciò con Giorgione,
    col quale stette fino aùttanto che egli prese una maniera che teneva forte
    delle cose di Giorgione, e di quella di Giovan Bellino ancora. Fece in
20   Vinegia molti ritratti di naturale, come è costume di quella città. Né
    passò molto tempo ch'Agostin Chigi sanese, grandissimo mercante che in
    Vinegia faceva faccende, cercò di condurre Sebastiano a Roma, aven-
    dogli posto amore per il liuto ch'e' sonava e per essere piacevole nella
    conversazione. Né fu troppa fatica a persuaderlo, per avere egli inteso
25   quanto l'aria di Roma fosse propizia ai pittori et a tutte le persone in-
    gegnose.
    Inviossi dunque a Roma con Agostino; e pervenuti in quella, Agostino
    lo mise in opera, e gli fece fare tutti gli archetti che sono su la loggia che
    risponde sul giardino, dove Baldassarre Sanese aveva fatto la sua volta
30   dipinta; nei quali archetti Sebastiano fece cose poetiche di quella maniera
    che aveva recato da Vinegia, molto disforme da quella che usavano in
    Roma que' valenti pittori. Aveva Raffaello fatto in questo medesimo
    luogo una storia di Galatea; e Sebastiano non stette molto che fece un
    Polifemo in fresco, allato a quella, nel quale cercò d'avanzarsi più che
35   poteva, spronato dalla concorrenza di Baldassarre Sanese e poi di Raf-
    faello. Colorì alcune cose a olio, delle quali, per avere egli da Giorgione
    imparato un modo morbido di colorire, ne tenevano in Roma un grandis-
    simo conto.
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