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et onorata. Al fine della quale venendo una nave piena di varie |
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confezioni, i padroni di quella, mostrando di levar mercanzie, con- |
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dussero a poco a poco gl'uomini della Compagnia nelle stanze di so- |
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pra, dove essendo una scena et apparato ricchissimo, fu recitata una |
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comedia intitolata Filogenia, che fu molto lodata; e quella finita, al- |
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l'alba ognuno si tornò lietissimo a casa. In capo a due anni toccando, |
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dopo molte feste e comedie, al medesimo a essere un'altra volta signo- |
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re, per tassare alcuni della Compagnia che troppo avevano speso in |
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certe feste e conviti (per essere mangiati, come si dice, vivi), fece or- |
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dinare il convito suo in questa maniera. All'Aia, dove erano soliti |
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ragunarsi, furono primieramente fuori della porta, nella facciata, di- |
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pinte alcune figure di quelle che ordinariamente si fanno nelle fac- |
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ciate e ne' portici degli spedali, cioè lo spedalingo che in atti tutti |
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pieni di carità invita e riceve i poveri e ' peregrini. La quale pittura |
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scopertasi la sera della festa al tardi, cominciarono a comparire gl'uo- |
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mini della Compagnia, i quali bussando, poi che all'entrare erano |
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dallo spedalingo stati ricevuti, pervenivano a una gran stanza accon- |
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cia a uso di spedale, con le sue letta dagli lati et altre cose simiglianti; |
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nel mezzo della quale, dintorno a un gran fuoco, erano vestiti a uso di |
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poltronieri, furfanti e poveracci, il Bientina, Battista dell'Ottonaio, |
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il Barlacchi, il Baia et altri così fatti uomini piacevoli, i quali fingendo |
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di non esser veduti da coloro che di mano in mano entravano e face- |
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vano cerchio, e discorrendo sopra gl'uomini della Compagnia e sopra |
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loro stessi, dicevano le più ladre cose del mondo di coloro che ave- |
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vano gettato via il loro e speso in cene e in feste troppo più che non |
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conviene. Il quale discorso finito, poi che si videro esser giunti tutti |
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quelli che vi avevono a essere, venne Santo Andrea loro avvocato, il |
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quale, cavandogli dello spedale, gli condusse in un'altra stan- |
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za magnificamente apparecchiata, dove, messi a tavola, cenarono alle- |
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gramente; e dopo il Santo comandò loro piacevolmente che per non |
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soprabondare in spese superflue et avere a stare lontano dagli spedali, |
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si contentassero d'una festa l'anno, principale e solenne, e si partì: et |
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essi l'ubidirono, facendo per ispazio di molti anni ogni anno una bel- |
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lissima cena e comedia; onde recitarono in diversi tempi, come si |
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disse nella Vita d'Aristotile da San Gallo, la Calandra di messer Ber- |
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nardo cardinale di Bibbiena, i Suppositi e la Cassaria dell'Ariosto, e |
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la Clizia e Mandragola del Machiavello, con altre molte. |
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Francesco e Domenico Rucellai, nella festa che toccò a far loro |
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quando furono signori, fecero una volta l'Arpie di Fineo, e l'altra, |
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dopo una disputa di filosofi sopra la Trinità, fecero mostrare da Santo |