Volume 5

Edizione Giuntina
    et onorata. Al fine della quale venendo una nave piena di varie
    confezioni, i padroni di quella, mostrando di levar mercanzie, con-
    dussero a poco a poco gl'uomini della Compagnia nelle stanze di so-
    pra, dove essendo una scena et apparato ricchissimo, fu recitata una
5   comedia intitolata Filogenia, che fu molto lodata; e quella finita, al-
    l'alba ognuno si tornò lietissimo a casa. In capo a due anni toccando,
    dopo molte feste e comedie, al medesimo a essere un'altra volta signo-
    re, per tassare alcuni della Compagnia che troppo avevano speso in
    certe feste e conviti (per essere mangiati, come si dice, vivi), fece or-
10   dinare il convito suo in questa maniera. All'Aia, dove erano soliti
    ragunarsi, furono primieramente fuori della porta, nella facciata, di-
    pinte alcune figure di quelle che ordinariamente si fanno nelle fac-
    ciate e ne' portici degli spedali, cioè lo spedalingo che in atti tutti
    pieni di carità invita e riceve i poveri e ' peregrini. La quale pittura
15   scopertasi la sera della festa al tardi, cominciarono a comparire gl'uo-
    mini della Compagnia, i quali bussando, poi che all'entrare erano
    dallo spedalingo stati ricevuti, pervenivano a una gran stanza accon-
    cia a uso di spedale, con le sue letta dagli lati et altre cose simiglianti;
    nel mezzo della quale, dintorno a un gran fuoco, erano vestiti a uso di
20   poltronieri, furfanti e poveracci, il Bientina, Battista dell'Ottonaio,
    il Barlacchi, il Baia et altri così fatti uomini piacevoli, i quali fingendo
    di non esser veduti da coloro che di mano in mano entravano e face-
    vano cerchio, e discorrendo sopra gl'uomini della Compagnia e sopra
    loro stessi, dicevano le più ladre cose del mondo di coloro che ave-
25   vano gettato via il loro e speso in cene e in feste troppo più che non
    conviene. Il quale discorso finito, poi che si videro esser giunti tutti
    quelli che vi avevono a essere, venne Santo Andrea loro avvocato, il
    quale, cavandogli dello spedale, gli condusse in un'altra stan-
    za magnificamente apparecchiata, dove, messi a tavola, cenarono alle-
30   gramente; e dopo il Santo comandò loro piacevolmente che per non
    soprabondare in spese superflue et avere a stare lontano dagli spedali,
    si contentassero d'una festa l'anno, principale e solenne, e si partì: et
    essi l'ubidirono, facendo per ispazio di molti anni ogni anno una bel-
    lissima cena e comedia; onde recitarono in diversi tempi, come si
35   disse nella Vita d'Aristotile da San Gallo, la Calandra di messer Ber-
    nardo cardinale di Bibbiena, i Suppositi e la Cassaria dell'Ariosto, e
    la Clizia e Mandragola del Machiavello, con altre molte.
    Francesco e Domenico Rucellai, nella festa che toccò a far loro
    quando furono signori, fecero una volta l'Arpie di Fineo, e l'altra,
40   dopo una disputa di filosofi sopra la Trinità, fecero mostrare da Santo
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