Volume 5

Edizione Giuntina
    da guerra, e finalmente il corpo di quel signore armato e grande
    quanto il vivo, quasi tutto lieto nel sembiante, così morto, per le
    vittorie avute. E certo è un peccato che quest'opera, la quale è de-
    gnissima di essere annoverata fra le più stupende dell'arte, sia imper-
5   fetta e lasciata stare per terra in pezzi, senza essere in alcun luogo
    murata; onde non mi maraviglio che ne siano state rubate alcune
    figure, e poi vendute e poste in altri luoghi. E pur è vero che tanta po-
    ca umanità, o più tosto pietà, oggi fra gl'uomini si ritruova, che a niun
    di tanti che furono da lui beneficati e amati è mai incresciuto della
10   memoria di Fois, né della bontà et eccellenza dell'opera. Di mano del
    medesimo Agostino Busto sono alcun'opere nel Duomo; e in San
    Francesco, come si disse, la sepoltura de' Biraghi, et alla Certosa
    di Pavia molte altre che son bellissime.
    Concorrente di costui fu un Cristofano Gobbo, che lavorò anch'e-
15   gli molte cose nella facciata della detta Certosa e in chiesa, tanto bene
    che si può mettere fra i migliori architettori che fussero in quel tem-
    po in Lombardia. E l'Adamo ed Eva che sono nella facciata del Duo-
    mo di Milano verso levante, che sono di mano di costui, sono tenute
    opere rare e tali che possono stare a paragone di quante ne sieno
20   state fatte in quelle parti da altri maestri.
    Quasi ne' medesimi tempi fu in Milano un altro scultore chiamato
    Angelo, e per sopranome il Ciciliano, il quale fece dalla medesima
    banda e della medesima grandezza una Santa Maria Maddalena ele-
    vata in aria da quattro putti, che è opera bellissima e non punto me-
25   no che quelle di Cristofano: il quale attese anco all'architettura, e fece
    fra l'altre cose il portico di San Celso in Milano, che dopo la morte
    sua fu finito da Tofano detto il Lombardino, il quale, come si disse
    nella Vita di Giulio Romano, fece molte chiese e palazzi per tutto
    Milano, et in particolare il monasterio, facciata e chiesa delle mo-
30   nache di Santa Caterina alla Porta Ticinese, e molte altre fabriche a
    queste somiglianti.
    Per opera di costui lavorando Silvio da Fiesole nell'Opera di quel
    Duomo, fece nell'ornamento d'una porta che è volta fra ponente e
    tramontana, dove sono più storie della vita di Nostra Donna, quella
35   dove ell'è sposata, che è molto bella; e dirimpetto a questa, quella di
    simile grandezza, in cui sono le nozze di Cana Galilea, è di mano
    di Marco da Gra, assai pratico scultore. Nelle quali storie séguita
    ora di lavorare un molto studioso giovane, chiamato Francesco Bram-
    bilari, il quale ne ha quasiché a fine condotto una, nella quale gl'Apo-
40   stoli ricevono lo Spirito Santo, che è cosa bellissima. Ha
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