Volume 5

Edizione Giuntina
    Paulino una sala a Tiene sul Vicentino nel palazzo del Collaterale
    Portesco, dove fecero un infinito numero di figure che acquistarono
    all'uno e l'altro credito e riputazione. Col medesimo lavorò molte
    cose a fresco nel palazzo della Soranza a Castelfranco, essendovi
5   amendue mandati a lavorare da Michele San Michele, che gl'amava
    come figliuoli. Col medesimo dipinse ancora la facciata della casa di
    messer Antonio Cappello, che è in Vinezia sopra il Canal Grande;
    e dopo, pur insieme, il palco overo soffittato della sala del consiglio
    de' Dieci, dividendo i quadri fra loro. Non molto dopo, essendo Ba-
10   tista chiamato a Vicenza, vi fece molte opere dentro e fuori, et in ul-
    timo ha dipinto la facciata del Monte della Pietà, dove ha fatto un
    numero infinito di figure nude maggiori del naturale in diverse atti-
    tudini con bonissimo disegno, e in tanti pochi mesi, che è stato una
    maraviglia. E se tanto ha fatto in sì poca età, ch'e' non passa trenta
15   anni, pensi ognuno quello che di lui si può nel processo della vita
    sperare.
    È similmente veronese un Paulino pittore, che oggi è in Vinezia in
    bonissimo credito, con ciò sia che, non avendo ancora più di trenta
    anni, ha fatto molte opere lodevoli. Costui essendo in Verona nato
20   d'uno scarpellino o, come dicono in que' paesi, d'un tagliapietre, et
    avendo imparato i principii della pittura da Giovanni Caroto vero-
    nese, dipinse in compagnia di Battista sopradetto, in fresco, la sala
    del Collaterale Portesco a Tiene nel Vicentino; e dopo col medesimo
    alla Soranza molte opere, fatte con disegno, giudizio e bella maniera.
25   A Masiera, vicino ad Asolo nel Trivisano, ha dipinto la bellissima
    casa del signor Daniello Barbaro, eletto patriarca d'Aquileia. In Ve-
    rona nel refettorio di San Nazaro, monasterio de' Monaci Neri, ha
    fatto in un gran quadro di tela la cena che fece Simon lebroso al Si-
    gnore, quando la peccatrice se gli gettò a' piedi, con molte figure,
30   ritratti di naturale e prospettive rarissime; e sotto la mensa sono due
    cani tanto belli che paiono vivi e naturali, e più lontano certi storpiati
    ottimamente lavorati. E di mano di Paulino in Vinezia, nella sala del
    consiglio de' Dieci, è in un ovato, che è maggiore d'alcuni altri che vi
    sono e nel mezzo del palco come principale, un Giove che scaccia i
35   Vizii, per significare che quel supremo magistrato et assoluto scaccia
    i vizii e castiga i cattivi e viziosi uomini. Dipinse il medesimo il sof-
    fittato overo palco della chiesa di San Sebastiano, che è opera raris-
    sima, e la tavola della cappella maggiore, con alcuni quadri che a
    quella fanno ornamento, e similmente le portelle dell'organo, che
40   tutte sono pitture veramente lodevolissime. Nella sala del Gran Consiglio
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