Volume 5

Edizione Giuntina
    che si sentì, che parve che fusse rovinato il mondo, e la for-
    tezza con tanti fuochi pareva un Mongibello et un inferno: ma non
    per tanto rimase la fabrica nella sua medesima sodezza e stabilità,
    il Senato chiarissimo del molto valore del San Michele, et i maligni
5   scornati e senza giudizio, i quali avevano tanta paura messa in ognu-
    no, che le gentildonne gravide, temendo di qualche gran cosa, s'era-
    no allontanate da Vinezia. Non molto dopo, essendo ritornato sotto
    il dominio viniziano un luogo detto Marano, di non piccola impor-
    tanza ne' liti vicini a Vinezia, fu rassettato e fortificato con ordine del
10   San Michele con prestezza e diligenza. E quasi ne' medesimi tempi,
    divolgandosi tuttavia più la fama di Michele e di Giovan Girolamo
    suo nipote, furono ricerchi più volte l'uno e l'altro d'andare a stare
    con l'imperatore Carlo Quinto e con Francesco re di Francia; ma
    eglino non vollono mai, anco che fussero chiamati con onoratissime
15   condizioni, lasciare i loro proprii signori per andare a servire gli stra-
    nieri: anzi continuando nel loro uffizio, andavano rivedendo ogni
    anno e rassettando dove bisognava tutte le città e fortezze dello Stato
    viniziano.
    Ma più di tutti gl'altri fortificò Michele et adornò la sua patria Ve-
20   rona, facendovi, oltre all'altre cose, quelle bellissime porte della città,
    che non hanno in altro luogo pari: cioè la Porta Nuova, tutta di opera
    dorica rustica, la quale nella sua sodezza e nell'essere gagliarda e
    massiccia corrisponde alla fortezza del luogo, essendo tutta murata di
    tufo e pietra viva, et avendo dentro stanze per i soldati che stanno
25   alla guardia, et altri molti commodi, non più stati fatti in simile ma-
    niera di fabriche. Questo edifizio, che è quadro e di sopra scoperto e
    con le sue canoniere, servendo per cavaliere, difende due gran ba-
    stioni, overo torrioni, che con proporzionata distanza tengono nel
    mezzo la porta; et il tutto è fatto con tanto giudizio, spesa e magni-
30   ficenza, che niuno pensava potersi fare per l'avenire, come non si era
    veduto per l'adietro, già mai altr'opera di maggior grandezza né me-
    glio intesa, quando di lì a pochi anni il medesimo San Michele fondò
    e tirò in alto la porta detta volgarmente dal Palio, la quale non è pun-
    to inferiore alla già detta, ma anch'ella parimente, o più, bella, gran-
35   de, maravigliosa et intesa ottimamente. E di vero in queste due porte
    si vede i signori viniziani, mediante l'ingegno di questo architetto,
    avere pareggiato gl'edifizii e fabriche degl'antichi Romani. Questa ul-
    tima porta adunque è dalla parte di fuori d'ordine dorico, con co-
    lonne smisurate che risaltano, striate tutte secondo l'uso di quell'or-
40   dine; le quali colonne, dico, che sono otto in tutto, sono poste a due
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