Volume 5

Edizione Giuntina
    marmo, gli fece murare in Pinti, nel fine della sua casa, una stanza
    con lumi accomodati da lavorare, la quale rispondeva in via Fieso-
    lana; et egli si diede ad abbozzare in que' marmi figure diverse, e
    ne tirò innanzi una fra l'altre in un marmo di braccia due e mezzo,
5   che fu un Ercole che si tiene sotto fra le gambe un Cacco morto;
    queste bozze restorono nel medesimo luogo per memoria di lui.
    In questo tempo essendosi scoperto il cartone di Michelagnolo
    Buonarroti pieno di figure ignude, il quale Michelagnolo aveva fatto
    a Piero Soderini per la sala del Consiglio grande, concorsono, come
10   s'è detto altrove, tutti gli artefici a disegnarlo per la sua eccellenza.
    Tra questi venne ancora Baccio, e non andò molto che egli trapassò
    a tutti innanzi, perciò che egli dintornava et ombrava e finiva e gl'i-
    gnudi intendeva meglio che alcuno degli altri disegnatori, tra ' quali
    era Iacopo Sansovino, Andrea del Sarto, il Rosso, ancorché giovane,
15   et Alfonso Barughetta spagnolo, insieme con molti altri lodati arte-
    fici. Frequentando più che tutti gli altri il luogo Baccio, et avendone
    la chiave contraffatta, accadde in questo tempo che Piero Soderini
    fu deposto dal governo l'anno 1512, e rimessa in stato la casa de'
    Medici. Nel tumulto addunque del palazzo per la rinnovazione dello
20   stato, Baccio da sé solo segretamente stracciò il cartone in molti pez-
    zi; di che non si sapendo la causa, alcuni dicevano che Baccio l'aveva
    stracciato per avere appresso di sé qualche pezzo del cartone a suo
    modo; alcuni giudicarono che egli volesse tòrre a' giovani quella
    commodità perché non avessino a profittare e farsi noti nell'arte; al-
25   cuni dicevano che a far questo lo mosse l'affezzione di Lionardo da
    Vinci, al quale il cartone del Buonarroto aveva tolto molta riputazio-
    ne; alcuni, forse meglio interpretando, ne davano la causa all'odio
    che egli portava a Michelagnolo, sì come poi fece vedere in tutta la
    vita sua. Fu la perdita del cartone alla città non piccola, et il carico
30   di Baccio grandissimo, il quale meritamente gli fu dato da ciascuno,
    e d'invidioso e di maligno. Fece poi alcuni pezzi di cartoni di biacca
    e carbone, tra' quali uno ne condusse molto bello d'una Cleopatra
    ignuda, e lo donò al Piloto orefice.
    Avendo digià Baccio acquistato nome di gran disegnatore, era
35   desideroso d'imparare a dipignere co' colori, avendo ferma opinione
    non pur di paragonare il Buonarroto, ma superarlo di molto in
    amendue le professioni. E perché egli aveva fatto un cartone d'una
    Leda, nel quale usciva dell'uovo del cigno abbracciato da lei Ca-
    store e Polluce, e voleva colorirlo a olio, per mostrare che 'l maneggiar
40   de' colori e mesticargli insieme per farne la varietà delle
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