Volume 4

Edizione Giuntina
    Miniato al Tedesco, che fu cosa magnifica. Et a ser Giovanni Conti,
    uno de' segretarii del detto signor duca Cosimo, acconciò con molti
    belli e commodi ornamenti la casa di Firenze; ma ben è vero che nel
    fare le due finestre inginocchiate, le quali rispondono in sulla strada,
5   uscì Giuliano del modo suo ordinario e le tritò tanto con risalti,
    mensoline e rotti, ch'elle tengono più della maniera tedesca che del-
    l'antica e moderna, vera e buona. E nel vero le cose d'architettura
    vogliono essere maschie, sode e semplici, et arricchite poi dalla gra-
    zia del disegno e da un sug[g]etto vario nella composizione, che non
10   alteri col poco o col troppo né l'ordine dell'architettura né la vista
    di chi intende.
    Intanto, essendo tornato Baccio Bandinelli da Roma, dove aveva
    finito le sepolture di Leone e Clemente, persuase al signor duca
    Cosimo, allora giovinetto, che facesse nella sala grande del Palazzo
15   ducale una facciata in testa, tutta piena di colonne e nicchie, con un
    ordine di ricche statue di marmo, la qual facciata rispondesse con
    finestre di marmo e macigni in piazza. A che fare risoluto il Duca,
    mise mano il Bandinello a fare il disegno; ma trovato, come si è
    detto nella Vita del Cronaca, che la detta sala era fuor di squadra,
20   e non avendo mai dato opera all'architettura il Bandinello, come
    quello che la stimava arte di poco valore e si faceva maraviglia e
    rideva di chi le dava opera, veduta la difficultà di quest'opera, fu
    forzato conferire il suo disegno con Giuliano e pregarlo che come
    architettore gli guidasse quell'opera. E così messi in opera tutti gli
25   scarpellini et intagliatori di Santa Maria del Fiore, si diede principio
    alla fabrica, risoluto il Bandinello, col consiglio di Giuliano, di far
    che quell'opera andasse fuor di squadra, secondando in parte la mu-
    raglia: onde avenne che gli bisognò fare tutte le pietre con le qua-
    drature bieche, e con molta fatica condurle col pifferello, ch'è uno
30   strumento d'una squadra zoppa. Il che diede tanto disgrazia all'o-
    pera che, come si dirà nella Vita del Bandinello, è stato difficile
    ridurla in modo che ella accompagni l'altre cose: la qual cosa non
    sarebbe avenuta se il Bandinello avesse posseduto le cose d'archi-
    tettura come egli possedeva quelle della scultura; per non dir nul-
35   la che le nicchie grandi, dove sono dentro nelle rivolte verso le fac-
    ciate, riuscivano nane, e non senza difetto quella del mezzo, come si
    dirà nella Vita di detto Bandinello. Quest'opera, dopo esservisi la-
    vorato dieci anni, fu messa da canto, e così si è stata qualche tempo.
    Vero è che le pietre scorniciate e le colonne, così di pietra
40   del fossato come quelle di marmo, furono condotte con diligenza
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