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da prima allogata a Donato dall'Arte de' Calzolai, e poi, per non esse- |
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re stati con esso lui d'accordo del prezzo, riallogata, quasi per far |
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dispetto a Donato, a Nanni, il quale promise che si pigliarebbe |
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quel pagamento e non altro che essi gli darebbono. Ma la bisogna |
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non andò così, perché, finita la statua e condotta al suo luogo, do- |
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mandò dell'opera sua molto maggior prezzo che non aveva fatto da |
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principio Donato; per che, rimessa la stima di quella dall'una parte |
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e l'altra in Donato, credevano al fermo i Consoli di quell'Arte che |
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egli per invidia, non l'avendo fatta, la stimasse molto meno che |
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s'ella fusse sua opera; ma rimasero della loro credenza ingannati, |
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perciò che Donato giudicò che a Nanni fusse molto più pagata la |
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statua che egli non aveva chiesto. Al qual giudizio non volendo in |
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modo niuno starsene i Consoli, gridando dicevano a Donato: «Perché |
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tu, che facevi questa opera per minor prezzo, la stimi più essendo di |
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man d'un altro, e ci strigni a dargliene più che egli stesso non chiede ? |
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e pur conosci, sì come noi altresì facciamo, ch'ella sarebbe delle |
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tue mani uscita molto migliore». Rispose Donato ridendo: «Questo |
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buon uomo non è nell'arte quello che sono io, e dura nel lavorare |
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molto più fatica di me: però sete forzati volendo sodisfarlo, come |
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uomini giusti che mi parete, pagarlo del tempo che vi ha speso ». E |
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così ebbe effetto il lodo di Donato, nel quale n'avevano fatto com- |
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promesso d'accordo ambe le parti. Questa opera posa assai bene et ha |