Volume 3

Edizione Giuntina
    per la chiesa di S. Iacopo di Pistoia, dentrovi una Nunziata molto
    bella, per messer Iacopo Bellucci, il qual vi ritrasse di naturale molto
    vivamente. In casa di Pulidoro Bracciolini è in un quadro una Natività
    di Nostra Donna di sua mano; e nel magistrato degl'Otto di Firenze è
5   in un mezzo tondo dipinto a tempera una Nostra Donna col Figliuo-
    lo in braccio. In casa Lodovico Caponi in un altro quadro una Nostra
    Donna bellissima; et appresso di Bernardo Vecchietto, gentiluomo
    fiorentino e tanto virtuoso e dabene quanto più non saperei dire, è
    di mano del medesimo in un quadretto piccolo un S. Agostino che
10   studia, bellissimo; ma molto meglio è un S. Ieronimo in penitenzia
    della medesima grandezza in guardaroba del duca Cosimo. E se fra'
    Filippo fu raro in tutte le sue pitture, nelle piccole superò se stesso,
    perché le fece tanto graziose e belle che non si può far meglio, come
    si può vedere nelle predelle di tutte le tavole che fece. Insomma fu
15   egli tale che ne' tempi suoi niuno lo trapassò, e ne' nostri, pochi; e
    Michelagnolo l'ha non pur celebrato sempre, ma imitato in molte
    cose. Fece ancora per la chiesa di S. Domenico vecchio di
    Perugia, che poi è stato posta all'altar maggiore, una tavola dentrovi
    la Nostra Donna, S. Piero, S. Paulo, S. Lodovico e S. Antonio ab-
20   bate. Messer Alessandro degl'Alessandri, allora cavaliere et amico
    suo, gli fece fare per la sua chiesa di villa a Vincigliata nel poggio di
    Fiesole, in una tavola, un S. Lorenzo et altri Santi, ritraendovi lui
    e due suoi figliuoli. Fu fra' Filippo molto amico delle persone allegre
    e sempre lietamente visse. A fra' Diamante fece imparare l'arte della
25   pittura, il quale nel Carmino di Prato lavorò molte pitture, e della
    maniera sua imitandola assai si fece onore; per che e' venne a ottima
    perfezzione. Stette con fra' Filippo in sua gioventù Sandro Boticello,
    Pisello, Iacopo del Sellaio fiorentino, che in S. Friano fece due tavole
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Edizione Torrentiniana
    Dicesi che messer Allessandro degli Alessandri, allora cavaliere do-
30   mestico et amico suo, gli fece per in villa fare per la sua chiesa a Vinci-
    gliata nel poggio di Fiesole una tavola con un Santo Lorenzo et altri
    Santi, nella quale ritrasse lui e due suoi figliuoli. Era molto amico delle
    persone allegre e sempre lietamente visse. A fra' Diamante fece
    imparare l'arte della pittura, il quale nel Carmino di Prato lavorò
35   molte pitture, e della maniera sua imitandola assai si fece onore; per che
    e' venne a ottima perfezzione. Sté seco in sua gioventù Sandro Boticello,
    Pisello, Iacopo del Sellaio fiorentino, che in San Friano fece due tavole
    et una nel Carmino lavorata a tempera, et infiniti altri maestri, ai quali
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