Volume 2

Edizione Giuntina
    dico che per la grandezza di questa opera egli merita infinita lode e
    nome eterno, avendola massimamente fatta incrostare di fuori tutta
    di marmi di più colori e dentro di pietra forte, e fatte insino le mini-
    me cantonate di quella stessa pietra. Ma perché ognuno sappia la
5   grandezza apunto di questa maravigliosa fabrica, dico che dalla porta
    insino all'ultimo della capella di S. Zanobi è la lunghezza di braccia
    dugentosessanta, è larga nelle crociere centosessantasei, nelle tre navi
    braccia sessantasei; la nave sola nel mezzo è alta braccia settantadue,
    e l'altre due nave minori braccia quarantotto; il circuito di fuori di
10   tutta la chiesa è braccia 1280, la cupola è da terra insino al piano della
    lanterna braccia centocinquantaquattro; la lanterna senza la palla è
    alta braccia trentasei, la palla alta braccia quattro, la croce alta brac-
    cia otto; tutta la cupola da terra insino alla sommità della croce è
    braccia dugentodue.
15   Ma tornando ad Arnolfo, dico che essendo tenuto, come era,
    ecc[ellentissimo], s'era acquistato tanta fede che niuna cosa d'impor-
    tanza senza il suo consiglio si deliberava; onde il medesimo anno, es-
    sendosi finito di fondar dal Comune di Firenze l'ultimo cerchio delle
    mura della città, come si disse di sopra essersi già cominciato, e così
20   i torrioni delle porte e in gran parte tirati inanzi, diede al Palazzo de'
    Signori principio e disegno, a somiglianza di quello che in Casentino
    aveva fatto Lapo suo padre ai conti di Poppi. Ma non potette già,
    comeché magnifico e grande lo disegnasse, dargli quella perfezzione
    che l'arte et il giudizio suo richiedevano, perciò che, essendo state
25   disfatte e mandate per terra le case degl'Uberti, rubelli del popolo
    fiorentino e ghibellini, e fattone piazza, potette tanto la sciocca ca-
    parbietà d'alcuni, che non ebbe forza Arnolfo, per molte ragioni che
    alegasse, di far sì che gli fusse conceduto almeno mettere il palazzo
    in isquadra, per non avere voluto chi governava che in modo nessuno
30   il palazzo avesse i fondamenti in sul terreno degl'Uberti rebelli, e
    più tosto comportarono che si gettasse per terra la navata di verso
    tramontana di S. Piero Scheraggio che lasciarlo fare in mezzo della
    piazza con le sue misure; oltreché volsono ancora che si unisse et
    accomodasse nel palazzo la torre de' Foraboschi, chiamata la torre
35   della Vacca, alta cinquanta braccia, per uso della campana grossa, et
    insieme con essa alcune case comperate dal Comune per cotale edi-
    fizio. Per le quali cagioni niuno maravigliare si dee se il fondamento
    del palazzo è bieco e fuor di squadra, essendo stato forza, per ac-
    commodar la torre nel mezzo e renderla più forte, fasciarla intorno
40   colle mura del palazzo, le quali da Giorgio Vasari pittore e architetto
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