Volume 2

Edizione Giuntina
    arco sopra la porta didentro la chiesa, tre mezze figure, oggi coperte
    di bianco per illuminare la chiesa. E nella sala grande del Podestà di
    Firenze dipinse il Comune rubato da molti, dove, in forma di giudice
    con lo scet[t]ro in mano, lo figurò a sedere e sopra la testa gli pose le
5   bilance pari per le giuste ragioni ministrate da esso, aiutato da quat-
    tro Virtù che sono la Fortezza con l'animo, la Prudenza con le leggi, la
    Giustizia con l'armi e la Temperanza con le parole - pittura bella et
    invenzione propria e verissimile. Appresso, andato di nuovo a Pa-
    doa, oltre a molte altre cose e cappelle che egli vi dipinse, fece nel
10   luogo dell'Arena una Gloria Mondana che gl'arrecò molto onore e
    utile. Lavorò anco in Milano alcune cose che sono sparse per quella
    città e che insino a oggi sono tenute bellissime.
    Finalmente tornato da Milano, non passò molto che, avendo in
    vita fatto tante e tanto bell'opere, et essendo stato non meno buon
15   cristiano che ecc[ellente] pittore, rendé l'anima a Dio l'anno 1336,
    con molto dispiacere di tutti i suoi cittadini, anzi di tutti coloro
    che non pure l'avevano conosciuto, ma udito nominare. E fu sepelli-
    to, sì come le sue virtù meritavano, onoratamente, essendo stato
    in vita amato da ognuno e particolarmente dagl'uomini eccellenti
20   in tutte le professioni, perché, oltre a Dante di cui avemo disopra
    favellato, fu molto onorato dal Petrarca, egli e l'opere sue, intantoché
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Edizione Torrentiniana
    sopra la porta didentro alla chiesa, tre mez[z]e figure, oggi dalla igno-
    ranzia d'uno abbate fatte imbiancare per illuminare la chiesa. Nella sala
    grande del Podestà di Fiorenza, per mettere paura ai popoli,
25   dipinse il Commune ch'è rubato da molti, dove in forma di giudice con
    lo scettro in mano a sedere lo figura, e le bilance pari sopra la testa per le
    giuste ragioni ministrate da esso et aiutato da quattro figure: dalla For-
    tezza con l'animo, dalla Prudenzia con le leggi, dalla Giustizia con l'ar-
    mi e dalla Temperanza con le parole - pittura bella et invenzione
30   garbata, propria e verisimile.
    Partissi di Fiorenza per fare nel Santo di Padova alcune cappelle,
    dove molto dimorò perché fece ancora nel luogo dell'Arena una Gloria
    Mondana, la quale gli diede molto onore. Et a Milano trasferitosi, quivi
    ancor lavorò. E a Fiorenza ritornatosi, alli VIII di gen[n]aio nel
35   MCCCXXXVI rese l'anima a Dio, onde dagli artefici pianto et a' suoi
    cittadini assai doluto, non senza portarlo alla sepoltura con quelle ese-
    quie onorevoli che a una tanta virtù com'era quella di Giotto si convenis-
    si e a una patria come Fiorenza, degna d'uno ingegno mirabile come il
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