Volume 2

Edizione Giuntina
    fare il rimanente, cioè l'altre otto braccia di muro a mano. E a questo
    principio e fondamento intervenne il vescovo della città, il quale,
    presente tutto il clero e tutti i magistrati, mise solennemente la prima
    pietra. Continuandosi poi questa opera col detto modello, che fu di
5   quella maniera tedesca che in quel tempo s'usava, disegnò
    Giotto tutte le storie che andavano nell'ornamento, e scompartì di
    colori bianchi, neri e rossi il modello in tutti que' luoghi dove avevano
    a andare le pietre e i fregi, con molta diligenza. Fu il circuito da basso
    in giro largo braccia cento, cioè braccia venticinque per ciascuna fac-
10   cia, e l'altezza braccia centoquarantaquattro. E se è vero - che tengo
    per verissimo- quello che lasciò scritto Lorenzo di Cione Ghiberti,
    fece Giotto non solo il modello di questo campanile, ma di scultura
    ancora e di rilievo parte di quelle storie di marmo dove sono i principii
    di tutte l'arti. E Lorenzo detto afferma aver veduto modelli di rilievo
15   di man di Giotto e particolarmente quelli di queste opere; la qual cosa
    si può credere agevolmente, essendo il disegno e l'invenzione il padre
    e la madre di tutte queste arti e non d'una sola. Doveva questo cam-
    panile, secondo il modello di Giotto, avere per finimento sopra quello
    che si vede una punta overo piramide quadra alta braccia cinquan-
20   ta, ma per essere cosa tedesca e di maniera vecchia, gl'architettori
    moderni non hanno mai se non consigliato che non si faccia, parendo
    che stia meglio così. Per le quali tutte cose fu Giotto non pure fatto
    cittadino fiorentino, ma provisionato di cento fiorini d'oro l'anno
    dal Comune di Firenze, che era in que' tempi gran cosa, e fatto pro-
25   veditore sopra questa opera che fu seguitata dopo lui da Taddeo Gad-
    di, non essendo egli tanto vivuto che la potesse vedere finita.
    Ora, mentre che quest'opera si andava tirando inanzi, fece alle
    Monache di San Giorgio una tavola, e nella Badia di Firenze, in un
- pagina 115 -

Edizione Torrentiniana
    usava, e, per averlo egli ben considerato, inoltre disegnò tutte le storie
30   che andavano per ornamento in quella opera. E così scompartì di co-
    lori bianchi, rossi e neri in sul modello tutti que' luoghi dove avevano [a]
    andare le pietre et i fregi con grandissima diligenzia, et ordinò che 'l
    circuito da basso fussi in giro di larghezza de braccia 100, cioè braccia 25
    per ciascuna faccia, e l'altezza braccia 144. Nella quale opera fu mes-
35   so mano l'anno MCCCXXXIIII e seguitata del continuo: ma non sì che
    Giotto la potessi veder finita, interponendosi la morte sua.
    Mentre che questa opera si andava fabricando, fece egli nelle Mo-
    nache di San Giorgio una tavola, e nella Badia di Fiorenza, in uno arco
- pagina 115 -
pagina precedentepagina successiva