Volume 5

Edizione Giuntina
    maggiore, et a fresco una Visitazione di Nostra Donna, che è
    bella quanto altra opera in fresco che mai facesse Ridolfo: ma sopra
    tutto fu bellissima figura, nell'aspetto venerando del volto, il San Ro-
    mualdo che è al detto altar maggiore. Vi fecero anco altre pitture, ma
5   basti avere di queste ragionato. Dipinse Ridolfo nel palazzo del duca
    Cosimo, nella camera verde, una volta di grottesche, e nelle facciate
    alcuni paesi, che molto piacquero al Duca.
    Finalmente invecchiato Ridolfo, si viveva assai lieto, avendo le fi-
    gliuole maritate e veggendo i maschî assai bene aviati nelle cose della
10   mercatura in Francia et in Ferrara. E se bene si trovò poi in guisa
    oppresso dalle gotte, che e' stava sempre in casa o si facea portare
    sopra una seggiola, nondimeno portò sempre con molta pacienza
    quella indisposizione et alcune disaventure de' figliuoli. E portando,
    così vecchio, grande amore alle cose dell'arte, voleva intendere et
15   alcuna volta vedere quelle cose che sentiva molto lodare di fabbriche,
    di pitture et altre cose simili che giornalmente si facevano. Et un
    giorno che il signor Duca era fuor di Fiorenza, fattosi portare sopra
    la sua seggiola in palazzo, vi desinò e stette tutto quel giorno a guar-
    dare quel palazzo, tanto travolto e rimutato da quello che già era,
20   che egli non lo riconosceva; e la sera nel partirsi disse: «Io moro
    contento, però che potrò portar nuova di là ai nostri artefici d'avere
    veduto risuscitare un morto, un brutto divenir bello et un vecchio
    ringiovenito». Visse Ridolfo anni settantacinque, e morì l'anno 1560;
    e fu sepolto dove i suoi maggiori in Santa Maria Novella. E Michele
25   suo creato, il quale, come ho detto, non è chiamato altrimenti che
    Michele di Ridolfo, ha fatto, dopo che Ridolfo lasciò l'arte, tre grandi
    archi a fresco sopra alcune porte della città di Firenze: a S. Gallo la
    Nostra Donna, S. Giovanni Battista e San Cosimo, che son fatte con
    bellissima pratica; alla Porta al Prato altre figure simili; et alla Porta
30   alla Croce la Nostra Donna, S. Giovanni Battista e Santo Ambrogio;
    e tavole e quadri senza fine, fatti con buona pratica. Et io per la sua
    bontà e sufficienza l'ho adoperato più volte insieme con altri nell'ope-
    re di palazzo, con mia molta sodisfazione e d'ognuno. Ma quello che
    in lui mi piace sommamente, oltre all'essere egli veramente uomo da
35   bene, costumato e timorato di Dio, si è che ha sempre in bottega
    buon numero di giovinetti, ai quali insegna con incredibile amore-
    volezza.
    Fu anco discepolo di Ridolfo, Carlo Portegli da Loro di Valdarno
    di sopra, di mano del quale sono in Fiorenza alcune tavole et infiniti
40   quadri: in Santa Maria Maggiore, in Santa Felicita, nelle monache
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