Volume 5

Edizione Giuntina
    venuto il sasso, a lavorarlo incominciò e lo tirò innanzi assai,
    immitando Michelagnolo nel cavare a poco a poco de' sassi il con-
    cetto suo e 'l disegno, senza guastagli o farvi altro errore. Condusse
    in questa opera gli strafori sotto squadra e sopra squadra, ancora che
5   laboriosi, con molta faciltà, e la maniera di tutta l'opera era dolcissi-
    ma. Ma perché l'opera era faticossissima, s'andava intrattenendo con
    altri studi e lavori di manco importanza; onde nel medesimo tempo
    fece un quadro piccolo di basso rilievo di marmo, nel quale espresse
    una Nostra Donna con Cristo, con San Giovanni e con Santa Lisa-
10   betta, che fu et è tenuto cosa singulare; et ebbelo l'illustrissima du-
    chessa, et oggi è fra le cose care del Duca nel suo scrittoio.
    Messe dipoi mano a una istoria in marmo di mezzo e basso rilievo,
    alta un braccio e lunga un braccio e mezzo, nella quale figurava
    Pisa restaurata dal Duca, il quale è nell'opera presente alla città
15   et alla restaurazione di essa sollecitata dalla sua presenza. Intorno
    al Duca sono le sue virtù ritratte, e particularmente una Minerva
    figurata per la Sapienza e per l'Arti risucitate da lui nella città di
    Pisa; et ella è cinta intorno da molti mali e difetti naturali del luo-
    go, i quali a guisa di nimici l'assediavano per tutto e l'af-
20   fliggevano. Da tutti questi è stata poi liberata quella città dalle
    sopradette virtù del Duca. Tutte queste Virtù intorno al Duca e
    tutti que' Mali intorno a Pisa erano ritratti con bellissimi modi et
    attitudini nella sua storia dal Vinci: ma egli la lasciò imperfetta e
    desiderata molto da chi la vede per la perfezione delle cose finite in
25   quella.
    Cresciuta per queste cose e sparsa intorno la fama del Vinci, gli
    eredi di messer Bartolomeo Turini da Pescia lo pregorono che e'
    facesse un modello d'una sepoltura di marmo per messer Baldassar-
    re; il quale fatto e piaciuto loro e convenuti che la sepoltura si facesse,
30   il Vinci mandò a Carrara a cavare i marmi Francesco del Tadda,
    valente maestro d'intaglio di marmo. Avendogli costui mandato un
    pezzo di marmo, il Vinci cominciò una statua, e ne cavò una figura
    abbozzata sì fatta, che chi altro non avesse saputo, arebbe detto che
    certo Michelagnolo l'ha abbozzata.
35   Il nome del Vinci e la virtù era già grande et ammirata da tutti,
    e molto più che a sì giovane età non sarebbe richiesto, et era per
    ampliare ancora e diventare maggiore e per adeguare ogni uomo nel-
    l'arte sua, come l'opere sue senza l'altrui testimonio fanno fede,
    quando il termine a lui prescritto dal Cielo essendo dappresso, in-
40   terroppe ogni suo disegno, fece l'aumento suo veloce in un tratto
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