Volume 5

Edizione Giuntina
   
VITA DI GIOVANN'ANTONIO LAPPOLI.
   
PITTORE ARETINO
    Rade volte aviene che d'un ceppo vecchio non germogli alcun ram-
    pollo buono, il quale col tempo crescendo non rinuovi e colle sue
5   frondi rivesta quel luogo spogliato, e faccia con i frutti conoscere, a
    chi gli gusta, il medesimo sapore che già si sentì del primo albero.
    E che ciò sia vero si dimostra nella presente Vita di Giovann'Anto-
    nio, il quale, morendo Matteo suo padre, che fu l'ultimo de' pittori
    del suo tempo assai lodato, rimase con buone entrate al governo della
10   madre, e così si stette infino a dodici anni; al qual termine della sua
    età pervenuto, Giovan Antonio, non si curando di pigliare altro
    esercizio che la pittura, mosso, oltre all'altre cagioni, dal volere se-
    guire le vestigie e l'arte del padre, imparò sotto Domenico Pecori
    pittore aretino, che fu il suo primo maestro, il quale era stato insieme
15   con Matteo suo padre discepolo di Clemente, i primi principii del
    disegno. Dopo, essendo stato con costui alcun tempo e desiderando
    far miglior frutto che non faceva sotto la disciplina di quel maestro,
    et in quel luogo dove non poteva anco da per sé imparare, ancorché
    avesse l'inclinazione della natura, fece pensiero di volere che la
20   stanza sua fusse Fiorenza. Al quale suo proponimento, aggiuntosi che
    rimase solo per la morte della madre, fu assai favorevole la fortuna,
    perché maritata una sorella che aveva di piccola età a Lionardo Ri-
    coveri, ricco e de' primi cittadini ch'allora fusse in Arezzo, se n'andò
    a Fiorenza; dove fra l'opere di molti che vidde, gli piacque, più che
25   quella di tutti gli altri che avevano in quella città operato
    nella pittura, la maniera d'Andrea del Sarto e di Iacopo da Puntor-
    mo: per che risolvendosi d'andare a stare con uno di questi due, si
    stava sospeso a quale di loro dovesse appigliarsi, quando scoprendosi
    la Fede e la Carità fatta dal Pontormo sopra il portico della Nunziata
30   di Firenze, deliberò del tutto d'andare a star con esso Puntormo,
    parendogli che la costui maniera fusse tanto bella, che si potesse spe-
    rare che egli, allora giovane, avesse a passare inanzi a tutti i pittori
    giovani della sua età, come fu in quel tempo ferma credenza d'ognu-
    no. Il Lappoli adunque, ancorché fusse potuto andare a star con
35   Andrea, per le dette cagioni si mise col Puntormo, appresso al quale
    continuamente disegnando, era da due sproni per la concorrenza cac-
    ciato alla fatica terribilmente: l'uno si era Giovan Maria dal Borgo a
    Sansepolcro, che sotto il medesimo attendeva al disegno et alla pittura,
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