Volume 4

Edizione Giuntina
    Salvò solo lo altare di San Piero e la tribuna vecchia, et a torno vi
    fece uno ornamento di ordine dorico bellissimo, tutto di pietra di
    perperigno, acciò quando il Papa viene in San Piero a dir la Messa
    vi possa stare con tutta la corte e gl'ambasciatori de' principi cristia-
5   ni; la quale non finì afatto per la morte, e Baldassare Sanese gli
    dette poi la perfezzione.
    Fu Bramante persona molto allegra e piacevole, e si dilettò sempre
    di giovare a prossimi suoi; fu amicissimo delle persone ingegnose
    e favorevole a quelle in ciò che e' poteva, come si vede che egli
10   fece al grazioso Raffaello Sanzio da Urbino, pittor celebratissimo,
    che da lui fu condotto a Roma. Sempre splendidissimamente si onorò
    e visse: et al grado dove i meriti della sua vita l'avevano posto, era
    niente quel che aveva a petto a quello che egli avrebbe speso. Di-
    lettavasi de la poesia e volentieri udiva e diceva improviso in su la
15   lira, e componeva qualche sonetto, se non così delicato come si usa
    ora, grave almeno e senza difetti. Fu grandemente stimato dai prelati,
    e presentato da infiniti signori che lo conobbero. Ebbe in vita grido
    grandissimo e maggiore ancora dopo morte, perché la fabbrica di
    San Piero restò adietro molti anni. Visse Bramante anni 70, e in
20   Roma con onoratissime esequie fu portato dalla corte del Papa e da
    tutti gli scultori, architettori e pittori. Fu sepolto in San Piero l'anno
    MDXIIII.
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Edizione Torrentiniana
    Fu persona molto allegra e piacevole, e si dilettò sempre di giovare a'
    prossimi suoi; e dicesi che non fu molto inclinato a la religione, ma ami-
25   cissimo delle persone ingegnose e favorevole a quelle in ciò che e' poteva,
    come si vede che egli fece al grazioso Raffaello Sanzio da Urbino, pittor
    celebratissimo, che da lui fu condotto a Roma. Sempre splendidissima-
    mente si onorò e visse: et al grado dove i meriti della sua vita l'ave-
    vano posto, era niente quel che aveva a petto a quello che egli avrebbe
30   speso. Dilettavasi de la poesia e volentieri udiva e diceva improviso in su
    la lira, e componeva qualche sonetto, se non così delicato come si usa ora,
    grave almeno e senza difetti. Fu grandemente stimato dai prelati, e
    presentato da infiniti signori che lo conobbero. Ebbe in vita grido gran-
    dissimo e maggiore ancora dopo morte, perché la fabbrica di San Piero
35   restò adietro molti anni. Visse Bramante anni LXX, e in Roma con
    onoratissime esequie fu portato dalla corte del Papa e da tutti gli scul-
    tori, architettori e pittori. Fu sepolto in San Piero l'anno MDXIIII.
    Et è stato dipoi onorato con questo epitaffio:
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