Volume 4

Edizione Giuntina
    pensiero, il cervello e l'animo, mostrò tanta divinità nelle cose sue,
    che nel dare la perfezzione, di prontezza, vivacità, bontade, vaghezza
    e grazia nessuno altro mai gli fu pari. Vedesi bene che Lionardo per
    l'intelligenza de l'arte cominciò molte cose, e nessuna mai ne finì,
5   parendoli che la mano aggiugnere non potesse alla perfezzione dell'ar-
    te ne le cose che egli si imaginava, con ciò sia che si formava nell'idea
    alcune dificultà sottili e tanto maravigliose, che con le mani, ancora
    ch'elle fussero eccellentissime, non si sarebbono espresse mai. E tanti
    furono i suoi capricci, che filosofando de le cose naturali, attese a
10   intendere la proprietà delle erbe, continuando et osservando il moto
    del cielo, il corso de la luna e gl'andamenti del sole.
    Acconciossi dunque, come è detto, per via di ser Piero nella sua
    fanciullezza a l'arte con Andrea del Verrocchio, il quale faccendo
    una tavola dove San Giovanni battezzava Cristo, Lionardo lavorò
15   un Angelo che teneva alcune vesti; e benché fosse giovanetto, lo
    condusse di tal maniera che molto meglio de le figure d'Andrea stava
    l'Angelo di Lionardo: il che fu cagione ch'Andrea mai più non volle
    toccar colori, sdegnatosi che un fanciullo ne sapesse più di lui. Li fu
- pagina 19 -

Edizione Torrentiniana
    pensiero, il cervello e l'animo, mostrò tanta divinità nelle cose sue, che
20   nel dare la perfezzione, di prontezza, vivacità, bontade, vaghezza e
    grazia nessuno altro mai gli fu pari. Trovasi che Lionardo per l'intelli-
    genzia de l'arte cominciò molte cose, e nessuna mai ne finì, parendoli che
    la mano aggiugnere non potesse alla perfezzione de l'arte ne le cose che
    egli si imaginava, con ciò sia che si formava nella idea alcune difficultà
25   tanto maravigliose, che con le mani, ancora che elle fussero eccellentissi-
    me, non si sarebbono espresse mai. E tanti furono i suoi capricci,
    che filosofando de le cose naturali, attese a intendere la proprietà delle
    erbe, continuando et osservando il moto del cielo, il corso de la luna e
    gli andamenti del sole. Per il che fece ne l'animo un concetto sì eretico,
30   che e' non si accostava a qualsivoglia religione, stimando per avventura
    assai più lo esser filosofo che cristiano.
    Acconciossi per via di ser Piero suo zio nella sua fanciul[l]ezza a l'arte
    con Andrea del Verrocchio, il quale faccendo una tavola dove San Gio-
    vanni battezzava Cristo, Lionardo lavorò uno Angelo che teneva alcune
35   vesti; e benché fosse giovanetto, lo condusse in tal maniera che molto me-
    glio de le figure d'Andrea stava l'Angelo di Lionardo: il che fu cagione
    ch'Andrea mai più non volle toccare colori, sdegnatosi che un fanciullo
    ne sapesse più di lui. Li fu allogato per una portiera, che si aveva a fare
- pagina 19 -
pagina precedentepagina successiva