Volume 2

Edizione Giuntina
    calata del campanile per sostentamento di quello. Credo bene che
    non sarebbe oggi, se fusse stato quadro, in piedi, perciò che i canto-
    ni delle quadrature l'arebbono, come spesso si vede avvenire, di ma-
    niera spinto infuori che sarebbe rovinato. E se la Carisenda, torre in
5   Bologna e quadra, pende e non rovina, ciò adiviene perché ella è sot-
    tile e non pende tanto, non aggravata da tanto peso a un gran pezzo
    quanto questo campanile, il quale è lodato non perché abbia in sé di-
    segno o bella maniera ma solamente per la sua stravaganza, non pa-
    rendo a chi lo vede che egli possa in niuna guisa sostenersi. E il so-
10   pradetto Bonanno, mentre si faceva il detto campanile, fece l'anno
    1180 la porta reale di bronzo del detto Duomo di Pisa, nella quale
    si veggiono queste lettere:
    EGO BONANNUS PIS. MEA ARTE HANC PORTAM UNO ANNO PERFECI
    TEMPORE BENEDICTI OPERARII.
15   Nelle muraglie poi che in Roma furono fatte di spoglie antiche a
    S. Ianni Laterano sotto Luzio Terzo et Urbano Terzo pontifici,
    quando da esso Urbano fu coronato Federigo imperator[e], si vede
    che l'arte andava seguitando di migliorare, perché certi tempietti e
    capelline fatti, come s'è detto, di spoglie hanno assai ragionevole di-
20   segno et alcune cose in sé degne di considerazione, e fra l'altre questa,
    che le volte furon fatte, per non caricare le spalle di quelli edifizii, di
    cannoni piccoli e con certi partimenti di stucchi secondo que' tempi
    assai lodevoli; e nelle cornici et altri membri si vede che gl'artefici si
    andavano aiutando per trovare il buono. Fece poi fare Innocenzio
25   Terzo in sul monte Vaticano due palazzi, per quel che si è potuto
    vedere di assai buona maniera; ma perché da altri Papi furono ro-
    vinati, e particolarmente da Nicola Quinto che disfece e rifece la
    maggior parte del palazzo, non ne dirò altro se non che si vede una
    parte d'essi nel torrione tondo e parte nella sagrestia vecchia di
30   S. Piero.
    Questo Inno[cenzio] III, il qual sedette anni 19 e si dilettò molto di
    fabricare, fece in Roma molti edifizii e particolarmente, col disegno
    di Marchionne Aretino architetto e scultore, la torre de' Conti, così
    nominata dal cognome di lui, che era di quella famiglia. Il medesimo
35   Marchionne finì, l'anno che Innocenzio Terzo morì, la fabrica del-
    la Pieve d'Arezzo e similmente il campanile, facendo di scultura
    nella facciata di detta chiesa tre ordini di colonne, l'una sopra l'altra
    molto variatamente non solo nella foggia de' capitegli e delle base,
    ma ancora nei fusi delle colonne, essendo fra esse alcune grosse,
- pagina 49 -
pagina precedentepagina successiva