Volume 5

Edizione Giuntina
    non vi trovando né amici né parenti, e conoscendo che quella stanza
    non faceva per lui, tardi pentito d'essersi portato ingratamente con
    Niccolò, tornò in Lombardia a servire i figliuoli di don Ferrante.
    Ma non passò molto che, infermandosi a morte, fece testamento, e
5   lasciò alla sua comunità di Prato dieci mila scudi, perché ne compe-
    rasse tanti beni e facesse un'entrata per tenere continuamente in
    studio un certo numero di scolari pratesi, nella maniera che ella ne
    teneva e tiene alcun'altri, secondo un altro lascio. E così è stato ese-
    guito dagl'uomini della terra di Prato, [che] come conoscenti di tanto
10   benefizio, che in vero è stato grandissimo e degno d'eterna memoria,
    hanno posta nel loro Consiglio, come di benemerito della patria, l'i-
    magine di esso Domenico.
- pagina 197 -
pagina precedentepagina successiva