Volume 6

Edizione Giuntina
   
DI DON GIULIO CLOVIO
   
MINIATORE.
    Non è mai stato, né sarà per aventura in molti secoli, né il più raro né
    il più eccellente miniatore, o vogliamo dire dipintore di cose piccole,
5   di don Giulio Clovio, poiché ha di gran lunga superato quanti altri
    mai si sono in questa maniera di pitture esercitati.
    Nacque costui nella provincia di Schiavonia, overo Crovazia, in
    una villa detta Grisone, nella diocesi di Madrucci, ancorché i suoi
    maggiori, della famiglia de' Clovi, fussero venuti di Macedonia, et il
10   nome suo al battesimo fu Giorgio Iulio. Attese da fanciullo alle lettere,
    e poi, per istinto naturale, al disegno. E pervenuto all'età di 18 anni,
    disideroso d'acquistare, se ne venne in Italia e si mise a' servigii di
    Marino cardinal Grimani, appresso al quale attese lo spazio di tre
    anni a disegnare, di maniera che fece molto migliore riuscita che per
15   aventura non era insino a quel tempo stata aspettata di lui: come si
    vide in alcuni disegni di medaglie e rovesci che fece per quel signore,
    disegnati di penna minutissimamente e con estrema e quasi incredi-
    bile diligenza. Onde veduto che più era aiutato dalla natura nelle pic-
    cole cose che nelle grandi, si risolvé, e saviamente, di volere attendere
20   a miniare, poiché erano le sue opere di questa sorte graziosissime e
    belle a maraviglia: consigliato anco a ciò da molti amici, et in parti-
    colare da Giulio Romano, pittore di chiara fama, il quale fu quegli che
    primo d'ogni altro gl'insegnò il modo di adoperare le tinte et i colori
    a gomma et a tempera. E le prime cose che il Clovio colorisse, fu una
25   Nostra Donna, la quale ritrasse, come ingegnoso e di bello spirito,
    dal Libro della vita di essa Vergine; la quale opera fu intagliata in
    istampa di legno nelle prime carte d'Alberto Duro. Per che, essendosi
    portato bene in questa prima opera, si condusse per mezzo del signor
    Alberto da Carpi, il quale allora serviva in Ungheria al servizio del re
30   Lodovico e della reina Maria, sorella di Carlo Quinto; al quale re con-
    dusse un Giudizio di Paris di chiaro scuro, che piacque molto, et alla
    reina una Lucrezia Romana che s'uccideva, con alcune altre cose, che
    furono tenute bellissime.
    Seguendo poi la morte di quel re e la rovina delle cose d'Ungheria,
35   fu forzato Giorgio Iulio tornarsene in Italia. Dove non fu apena arri-
    vato, che il cardinale Campeggio vecchio lo prese al suo servizio. Onde
    accomodatosi a modo suo, fece una Madonna di minio a quel signore
    et alcun'altre cosette, e si dispose voler attendere per ogni modo con
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