Volume 4

Edizione Giuntina
    corpo di quel sito, finché rese lo spirito al cielo et alla terra il mor-
    tale.
    Fece Marco infiniti lavori in olio et in fresco, et in quella patria
    mostrò valere più di alcuno altro che tale arte in suo tempo eserci-
5   tasse; come ne fece fede quello che lavorò in Aversa, dieci miglia
    lontano da Napoli, e particularmente nella chiesa di Santo Agostino
    allo altar maggiore una tavola a olio con grandissimo ornamento,
    e diversi quadri con istorie e figure lavorate, nelle quali figurò Santo
    Agostino disputare con gli eretici, e di sopra e dalle bande istorie
10   di Cristo e Santi in varie attitudini: nella quale opera si vede una
    maniera molto continuata e che tira al buono delle cose della ma-
    niera moderna, et un bellissimo e pratico colorito in essa si com-
    prende. Questa fu una delle sue tante fatiche che in quella città e
    per diversi luoghi del Regno fece. Visse di continuo allegramente,
15   e bellissimo tempo si diede; però che non avendo emulazione né
    contrasto degl'artefici nella pittura, fu da que' signori sempre ado-
    rato, e delle cose sue si fece con bonissimi pagamenti sodisfare. Così
    pervenuto agli anni 56 di sua età, d'uno ordinario male finì la sua
    vita.
20   Lasciò suo creato Giovan Filippo Crescione pittor napolitano, il
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Edizione Torrentiniana
    prigione col corpo di quel sito, finché rese lo spirito al cielo et alla terra
    il mortale.
    Fece Marco infiniti lavori in olio et in fresco, et in quella patria
    mostrò valere più di alcuno altro che tale arte in suo tempo esercitasse;
25   come ne fece fede ad Aversa, dieci miglia lontano da Napoli, e parti-
    cularmente nella chiesa di Santo Agostino allo altar maggiore una ta-
    vola a olio con grandissimo ornamento, e diversi quadri con istorie e
    figure lavorate, nelle quali figurò Santo Agostino disputare con gli ere-
    tici, e di sopra e dalle bande storie di Cristo e Santi in varie attitudini:
30   nella quale opera si vede una maniera molto continuata e di trarre al
    buono delle cose della maniera moderna, e bellissimo e pratico colorito
    in essa si comprende. Questa fu una delle sue tante fatiche che in quella
    città e per diversi luoghi del Regno fece. Visse di continuo allegramente,
    e bellissimo tempo si diede; però che non avendo emulazione né contrasto
35   degl'artefici nella pittura, fu da que' signori sempre adorato, e delle
    cose sue si fece con bonissimi pagamenti sodisfare. Così pervenuto agli
    anni LVI di sua età, d'uno ordinario male finì la sua vita.
    Lasciò suo creato Giovan Filippo pittor napolitano, il quale in compagnia
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