Volume 3

Edizione Giuntina
    età si fossero trovato migliori maestri, quel principe si sarebbe più
    tosto di quelli servito che degl'inetti e plebei.
    Essendo dunque creato pontefice l'anno 1431 papa Eugenio Quar-
    to, poi che intese che i Fiorentini facevano fare le porte di S. Giovan-
5   ni a Lorenzo Ghiberti, venne in pensiero di voler fare similmente di
    bronzo una di quelle di S. Piero; ma perché non s'intendeva di così
    fatte cose, ne diede cura a' suoi ministri, appresso ai quali ebbono
    tanto favore Antonio Filareto, allora giovane, e Simone fratello di
    Donato, ambi scultori fiorentini, che quell'opera fu allogata loro.
10   Laonde messovi mano, penarono dodici anni a finirla; e se bene
    papa Eugenio si fuggì di Roma e fu molto travagliato per rispetto
    de' Concilii, coloro nondimeno che avevano la cura di S. Piero fecero
    di maniera che non fu quell'opera tralasciata. Fece dunque il Fila-
    rete in questa opera uno spartimento semplice e di basso rilievo, cioè
15   in ciascuna parte due figure ritte: di sopra il Salvatore e la Madonna,
    e disotto San Piero e San Paulo; et a piè del San Piero, inginocchioni
    quel Papa ritratto di naturale. Parimente sotto ciascuna figura è una
    storietta del Santo che è di sopra: sotto San Piero è la sua crucifissione,
    e sotto San Paulo la decollazione; e così sotto il Salvatore e la Ma-
20   donna alcune azzioni della vita loro. E dalla banda di dentro, a piè
    di detta porta, fece Antonio per suo capriccio una storietta di bronzo
    nella quale ritrasse sé e Simone et i discepoli suoi, che con un asino
    carico di cose da godere vanno a spasso a una vigna. Ma perché nel
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Edizione Torrentiniana
    trovati miglior' maestri, quel principe arebbe tolto più tosto i buoni che
25   gli inetti. E nientedimanco sapendo noi la eccellenzia de' rari ingegni del
    secol detto, per testimonio delle verità sicuramente diciamo che Antonio
    Filarete, avendo molto più resoluto il modo del fondere i bronzi che lo
    essere buono inventore di figure od ottimo disegnatore di quelle, condusse
    la detta porta in compagnia di Simone scultore, fratello di Donato. Il
30   quale Simone cercò con ogni suo ingegno di imitare la maniera di esso
    Donato, quantunque non gli fusse concesso da la natura il venire a tanta
    perfezzione.
    Fece Simone fatiche veramente eccessive nelle due istorie di San Piero
    e di San Paulo della detta porta; et Antonio nella banda di dentro, appiè
35   della medesima, fece una storietta nella quale ritrasse sé et i discepoli
    suoi che, avendo carico uno asino di cose da godere, vanno a spasso a la
    vigna. Dicesi che in Roma condusse ancora di metallo molte altre cose,
    e fece di mez[z]o rilievo in San Pietro infiniti lavori per sepolture di
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