Volume 2

Edizione Giuntina
    Il medesimo fece, in un pilastro di mattoni della loggia che Lapo
    avea fatto alla piaz[z]a d'Orsanmichele, la Nostra Donna: che non
    molti anni poi fece tanti miracoli, che la loggia stette gran tempo
    piena d'imagini e che ancora oggi è in grandissima venerazione.
5   Finalmente, nella capella di messer Ridolfo de' Bardi che è in Santa
    Croce, dove Giotto dipinse la vita di S. Francesco, fece nella tavola
    dell'altare a tempera un Crucifisso e una Madalena et un S. Gio-
    vanni che piangono, con due frati da ogni banda che gli mettono in
    mezzo. Passò Ugolino da questa vita, essendo vecchio, l'anno 1349,
10   e fu sepolto in Siena, sua patria, orrevolmente.
    Ma tornando a Stefano, il quale dicono che fu anco buono ar-
    chitettore - e quello che se n'è detto di sopra ne fa fede -, egli morì,
    per quanto si dice, l'anno che cominciò il giubileo del 1350, d'età
    d'anni 49, e fu riposto in S. Spirito nella sepoltura de' suoi maggiori
15   con questo epitafio:
    STEFANO FLORENTINO PICTORI FACIUNDIS IMAGINIBUS AC CO-
    LORANDIS FIGURIS NULLI UNQUAM INFERIORI AFFINES MOESTISS.
    POS. VIX. ANN. XXXXIX.
   
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Edizione Torrentiniana
20   con bella pratica senza uscire però punto de la maniera del suo maestro.
    E di queste non farò io memoria particulare, per esser costui uno di que'
    maestri che si tenne sempre al modo de' vecchi. Basti che egli ne acquistò
    buone facultà e che, divenuto vecchissimo, potette ben sostentarsi et aiu-
    tarsi con esse negli incommodi che apporta seco il più delle volte la età
25   decrepita; e che arrivato a quel termine senza avere avuti dispiaceri di
    importanza nella sua professione, passò finalmente di questa vita l'anno
    MCCCXXXIX. E fu sepolto in Siena con questo epitaffio:
    PICTOR DIVINUS IACET HOC SUB SAXO UGOLINUS
    CUI DEUS AETERNAM TRIBUAT VITAMQUE SUPERNAM.
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