Volume 6

Edizione Giuntina
    con bella maniera e molta diligenza. Nei quali detti tempi che fece
    queste opere, fece anco molti ritratti di diversi e quadri che gli diedero
    gran nome. Passato poi l'assedio di Firenze e fatto l'accordo, andò, co-
    me altrove s'è detto, a Pesero, dove appresso Guidobaldo duca d'Ur-
5   bino fece, oltre la detta cassa d'Arpicordo piena di figure, che fu
    cosa rara, il ritratto di quel signore e d'una figliuola di Mat-
    teo Sofferoni, che fu veramente bellissima e molto lodata pittura.
    Lavorò anche all'Imperiale, villa del detto Duca, alcune figure a olio
    ne' peducci d'una volta: e più n'averebbe fatto, se da Iacopo Puntor-
10   mo suo maestro non fusse stato richiamato a Firenze perché gl'aiu-
    tasse a finire la sala del Poggio a Caiano. Et arrivato in Firenze fece,
    quasi per passatempo, a messer Giovanni de Statis, auditore del duca
    Alessandro, un quadretto di Nostra Donna, che fu opera lodatissima;
    e poco dopo a monsignor Giovio, amico suo, il ritratto d'Andrea
15   Doria; et a Bartolomeo Bettini, per empiere alcune lunette d'una sua
    camera, il ritratto di Dante, Petrarca e Boccaccio, figure dal mezzo in
    su, bellissime. I quali quadri finiti, ritrasse Bonacorso Pinadori, Ugo-
    lino Martelli, messer Lorenzo Lenzi, oggi vescovo di Fermo, e Pie-
    rantonio Bandini e la moglie, con tanti altri, che lunga opera sarebbe
20   voler di tutti fare menzione: basta che tutti furono naturalissimi, fatti
    con incredibile diligenza, e di maniera finiti che più non si può di-
    siderare.
    A Bartolomeo Panciatichi fece due quadri grandi di Nostre Donne
    con altre figure, belli a maraviglia e condotti con infinita diligenza;
25   et oltre ciò, i ritratti di lui e della moglie, tanto naturali che paiono
    vivi veramente e che non manchi loro se non lo spirito. Al medesimo
    ha fatto in un quadro un Cristo crucifisso, che è condotto con molto
    studio e fatica; onde ben si conosce che lo ritrasse da un vero corpo
    morto confitto in croce, cotanto è in tutte le sue parti di somma per-
30   fezzione e bontà. Per Matteo Strozzi fece alla sua villa di San Cascia-
    no, in un tabernacolo a fresco, una Pietà con alcuni Angeli, che fu
    opera bellissima. A Filippo d'Averardo Salviati fece in un quadrotto
    una Natività di Cristo in figure piccole, tanto bella che non ha pari,
    come sa ognuno, essendo oggi la detta opera in stampa; et a maestro
35   Francesco Montevarchi, fisico eccellentissimo, fece un bellissimo
    quadro di Nostra Donna et alcuni altri quadretti piccoli molto gra-
    ziosi. Al Puntormo suo maestro aiutò a fare, come si disse di sopra,
    l'opera di Careggi, dove condusse di sua mano ne' peducci delle volte
    cinque figure: la Fortuna, la Fama, la Pace, la Iustizia e la Prudenza,
40   con alcuni putti fatti ottimamente.
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