Volume 5

Edizione Giuntina
   
VITA DI SEBASTIAN VINIZIANO.
   
FRATE DEL PIOMBO E PITTORE
    Non fu, secondo che molti affermano, la prima professione di Se-
    bastiano la pittura, ma la musica: perché, oltre al cantare, si dilettò
5   molto di sonar varie sorti di suoni, ma sopra il tutto il liuto, per
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Edizione Torrentiniana
   
SEBASTIANO VENIZIANO.
   
PITTORE
    Tanto si inganna il discorso nostro e la cieca prudenzia umana, che
    bene spesso brama il contrario di ciò che più ci fa di mestiero, e creden-
10   do segnarsi (come suona il proverbio tosco) con un dito, si dà nell'occhio.
    Il che, se bene apparisce manifestissimo in una infinità di cose che lo
    fanno palpare con mano, la Vita nientedimeno che al presente vogliamo
    scrivere ce lo farà più chiaro et aperto col suo esemplo. Con ciò sia che la
    publica et universale opinione degli uomini affermi assolutamente che i
15   premii e gli onori accendino et infiammino gli animi de' mortali agli studii
    di quelle arti che più veggono remunerate, e per l'opposito che il non pre-
    miare largamente gli artefici gli conduca a disperazione, e consequente-
    mente a trascurarle et abbandonarle. E per questo gli antichi e ' moderni
    insieme biasimano quanto più sanno e possono tutti que' prìncipi che non
20   sollievano i virtuosi di qualunque genere o facultà, e non dànno i debiti
    premii et onori a chi virtuosamente se li affatica, chiamandoli per
    questo avari, crudeli et inimici delle virtù, e se peggior nome può ritro-
    varsi, et attribuendo alla loro miseria tutto il danno dello universo.
    E nientedimanco abbiamo pur veduto ne' tempi nostri che la sola libera-
25   lità e magnificenzia di quel famosissimo principe, a chi serviva Sebastiano
    Veneziano eccellentissimo pittore, remunerandolo troppo altamente, fu
    cagione che di sollecito et industrioso diventasse infingardo e negligentis-
    simo, e che dove, mentre durò la gara della arte fra lui e Raffaello da
    Urbino, si affaticò di continuo, per non essere tenuto inferiore in quella
30   arte nella quale cozzava di pari, per lo opposito fece tutto il contrario,
    poi che egli ebbe da contentarsi, lavorando poi sempre malvolentieri e
    con una fatica grandissima, anzi per forza, e sviando lo ingegno e la
    mano da quella sua prima facilità, tanto lodata mentre che e' fece. Per la
    qual cosa (lasciando ora il parlar de' prìncipi) da questa disparità di
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