Volume 5

Edizione Giuntina
   
VITA DI GIULIO ROMANO.
   
PITTORE
    Fra i molti, anzi infiniti discepoli di Raffaello da Urbino, dei quali
    la maggior parte riuscirono valenti, niuno ve n'ebbe che più lo
5   immitasse nella maniera, invenzione, disegno e colorito di Giulio
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Edizione Torrentiniana
   
GIULIO ROMANO.
   
PITTORE ET ARCHITETTO
    Quando fra il più degli uomini si veggono spiriti ingegnosi che siano af-
5   fabili e giocondi con bella gravità in tutta la conversazione loro, e che
    stupendi e mirabili siano nell'arti che procedono da l'intelletto, si può
    veramente dire che siano grazie ch'a pochi il Ciel largo destina, e pos-
    sono costoro sopra gli altri andare altieri per la felicità delle parti di che
    io ragiono; perciò che tanto può la cortesia de' servigi negli uomini, quanto
10   nelle opere la dottrina delle arti loro. Di queste parti fu talmente dotato
    dalla natura Giulio Romano, che veramente si poté chiamare erede del
    graziosissimo Raffaello, sì ne' costumi quanto nella bellezza delle figure
    nell'arte della pittura: come dimostrano ancora le maravigliose fabbri-
    che fatte da lui e per Roma e per Mantova, le quali non abitazioni di
15   uomini, ma case degli Dei per esempio fatte degli uomini ci appariscono.
    Né tacer voglio la invenzione della storia di costui, nella quale ha mostro
    d'essere stato raro e che nessuno l'abbia paragonato: e ben posso
    io sicuramente dire che in questo volume non sia egli secondo a nessuno.
    Veggonsi i miracoli ne' colori da lui operati, la vaghezza dei quali spira
20   una grazia ferma di bontà e carca di sapienzia ne' suoi scuri e lumi, che
    talora alienati e vivi si mostrano; né con più grazia mai geometra toccò
    compasso di lui. Talché se Apelle e Vitruvio fossero vivi nel cospetto
    degli artefici, si terrebbono vinti dalla maniera di lui, che fu sempre an-
    ticamente moderna e modernamente antica. Per il che ben doveva Man-
25   tova piagnere, quando la morte gli chiuse gli occhi, i quali furono sempre
    vaghi di beneficarla, salvandola da le inondazioni dell'acque e magnifican-
    dola nei tanti edifizî, che non più Mantova, ma nuova Roma si può dire,
    bontà dello spirito e del valore dello ingegno suo maraviglioso. Il quale di
    modi nuovi che abbino quella forma, che leggiadramente si conoschino nella
30   bellezza degli artefici nostri, più d'ogni altro valse per arte e per natura.
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