Volume 5

Edizione Giuntina
    fu lungamente essaminato: ma trovandosi lui essere uomo da
    bene, fu da loro non pure liberato, ma pregato che volesse con ono-
    rata provisione e grado andare al servigio di detti Signori viniziani.
    Ma scusandosi egli di non potere per allora ciò fare, per essere ubli-
5   gato a Sua Santità, diede buone promesse e si partì da loro. Ma non
    istette molto (in guisa, per averlo, adoperarono detti Signori) che fu
    forzato a partirsi da Roma, e con buona grazia del Pontefice, al qual
    prima in tutto sodisfece, andare a servire i detti illustrissimi signori
    suoi naturali; appresso de' quali dimorando, diede assai tosto sag-
10   gio del giudizio e saper suo nel fare in Verona, dopo molte
    difficultà che parea che avesse l'opera, un bellissimo e fortissimo ba-
    stione, che infinitamente piacque a quei signori et al signor duca
    d'Urbino, loro capitano generale. Dopo le quali cose avendo i me-
    desimi deliberato di fortificare Lignago e Porto, luoghi importan-
15   tissimi al loro dominio e posti sopra il fiume dell'Adice, cioè uno
    da uno e l'altro dall'altro lato, ma congiunti da un ponte, comisero al
    San Michele che dovesse mostrare loro, mediante un modello, come
    a lui pareva che si potessero e dovessero detti luoghi fortificare. Il
    che essendo da lui stato fatto, piacque infinitamente il suo disegno a
20   a que' signori et al duca d'Urbino. Per che dato ordine di quanto s'a-
    vesse a fare, condusse il San Michele le fortificazioni di que' due luo-
    ghi di maniera, che per simil opera non si può veder meglio, né più
    bella né più considerata né più forte, come ben sa chi l'ha veduta. Ciò
    fatto, fortificò nel Bresciano, quasi da' fondamenti, Orzinuovo, ca-
25   stello e porto simile a Legnago.
    Essendo poi con molta instanza chiesto il San Michele dal signor
    Francesco Sforza ultimo Duca di Milano, furono contenti que' si-
    gnori dargli licenza, ma per tre mesi soli. Laonde andato a Milano,
    vide tutte le fortezze di quello Stato et ordinò in ciascun luogo quanto
30   gli parve che si dovesse fare; e ciò con tanta sua lode e sodisfazione
    del Duca, che quel signore, oltre al ringraziarne i Signori viniziani,
    donò cinquecento scudi al San Michele; il quale con quella occasione,
    prima che tornasse a Vinezia, andò a Casale di Monferrato per ve-
    dere quella bella e fortissima città e castello, stati fatti per opera e
35   con l'architettura di Matteo San Michele, eccellente architetto e suo
    cugino, et una onorata e bellissima sepoltura di marmo fatta in San
    Francesco della medesima città, pur con ordine di Matteo. Dopo
    tornatosene a casa, non fu sì tosto giunto che fu mandato col detto
    signor duca d'Urbino a vedere la Chiusa, fortezza e passo molto
40   importante sopra Verona; e dopo, tutti i luoghi del Friuli, Bergamo,
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