Volume 5

Edizione Giuntina
    Tribolo, che da Nanni era fatto lavorare senza discrezione, non po-
    tendo per la debolezza del corpo quelle fatiche, e sempre avendo a
    maneggiar seghe, pialle et altri ferramenti disonesti, cominciò a sen-
    tirsi di mala voglia et a dir al Riccio, che dimandava onde venisse
5   quella indisposizione, che non pensava poter durare con Nanni in
    quell'arte, e che perciò vedesse di metterlo con Andrea del Sarto o
    con Iacopo Sansovini, da lui conosciuti in bottega dell'Unghero,
    perciò che sperava con qual si volesse di loro farla meglio e star più
    sano.
10   Per queste cagioni dunque il Riccio, pur col consiglio et aiuto del
    Ciappino, acconciò il Tribolo con Iacopo Sansovino, che lo prese
    volentieri, per averlo conosciuto in bottega di Nanni Unghero et
    aver veduto che si portava bene nel disegno e meglio nel rilievo. Fa-
    ceva Iacopo Sansovino, quando il Tribolo già guarito andò a star
15   seco, nell'Opera di Santa Maria del Fiore, a concorrenza di Bene-
    detto da Rovezzano, Andrea da Fiesole e Baccio Bandinelli, la statua
    del Sant'Iacopo Apostolo di marmo, che ancor oggi in quell'Opera si
    vede insieme con l'altre; per che il Tribolo con queste occasioni d'im-
    parare, facendo di terra e disegnando con molto studio, andò in
20   modo acquistando in quell'arte, alla quale si vedeva naturalmente
    inclinato, che Iacopo, amandolo più un giorno che l'altro, cominciò
    a dargli animo et a tirarlo innanzi col fargli fare ora una cosa et ora
    un'altra. Onde, se bene aveva allora in bottega il Solosmeo da Set-
    tignano e Pippo del Fabro, giovani di grande speranza, perché il
25   Tribolo gli passava di gran lunga, non pur gli paragonava, avendo
    aggiunto la pratica de' ferri al saper ben fare di terra e di cera,
    cominciò in modo a servirsi di lui nelle sue opere, che finito l'Apo-
    stolo et un Bacco che fece a Giovanni Bartolini per la sua casa di
    Gualfonda, togliendo a fare per messer Giovanni Gaddi suo ami-
30   cissimo un camino et un acquaio di pietra di macigno per le sue
    case che sono alla piazza di Madonna, fece fare alcuni putti grandi
    di terra, che andavano sopra il cornicione, al Tribolo; il quale gli
    condusse tanto straordinariamente bene, che messer Giovanni, ve-
    duto l'ingegno e la maniera del giovane, gli diede a fare due medaglie
35   di marmo, le quali finite eccellentemente, furono poi collocate sopra
    alcune porte della medesima casa. Intanto cercandosi d'allogare per
    lo re di Portogallo una sepoltura di grandissimo lavoro, per essere
    stato Iacopo discepolo d'Andrea Contucci dal Monte Sansovino et
    avere nome non solo di paragonare il maestro suo, uomo di gran
40   fama, ma d'aver anco più bella maniera, fu cotale lavoro allogato a lui
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