Volume 5

Edizione Giuntina
   
VITA DI DOMENICO BECCAFUMI.
   
PITTORE E MAESTRO DI GETTI
   
SANESE
    Quello stesso che per dono solo della natura si vide in Giotto et in
5   alcun altro di que' pittori de' quali avemo infin qui ragionato, si
    vidde ultimamente in Domenico Beccafumi pittore sanese, perciò
    che guardando egli alcune pecore di suo padre, chiamato Pacio, e
    lavoratore di Lorenzo Beccafumi cittadin sanese, fu veduto eserci-
    tarsi da per sé, così fanciullo come era, in disegnando quando sopra
10   le pietre e quando in altro modo. Per che avenne che, vedutolo un
    giorno il detto Lorenzo disegnare con un bastone apuntato alcune
    cose sopra la rena d'un piccol fiumicello, là dove guardava le sue
    bestiole, lo chiese al padre, disegnando servirsene per ra-
    gazzo et in un medesimo tempo farlo imparare. Essendo adunque
15   questo putto, che allora era chiamato Mecherino, da Pacio suo pa-
    dre conceduto a Lorenzo, fu condotto a Siena, dove esso Lorenzo
    gli fece per un pezzo spendere quel tempo che gli avanzava da' ser-
    vigii di casa in bottega d'un pittore suo vicino di non molto valore.
    Tuttavia quello che non sapeva egli, faceva imparare a Mecherino
20   da' disegni che aveva appresso di sé di pittori eccellenti, de' quali
    si serviva ne' suoi bisogni, come usano di fare alcuni maestri che han-
    no poco peccato nel disegno. In questa maniera dunque esercitan-
    dosi, mostrò Mecherino saggio di dovere riuscire ottimo pittore.
    Intanto capitando in Siena Pietro Perugino, allora famoso pittore,
25   dove fece, come si è detto, due tavole, piacque molto la sua maniera
    a Domenico; per che messosi a studiarla et a ritrarre quelle tavole,
    non andò molto che egli prese quella maniera.
    Doppo, essendosi scoperta in Roma la cappella di Michelagnolo
    e l'opere di Raffaello da Urbino, Domenico, che non aveva maggior
30   disiderio che d'imparare, e conosceva in Siena perder tempo, presa
    licenza da Lorenzo Beccafumi, dal quale si acquistò la famiglia et il
    casato de' Beccafumi, se n'andò a Roma, dove acconciatosi con un
    dipintore che lo teneva in casa alle spese, lavorò insieme con esso
    lui molte opere, attendendo in quel mentre a studiare le cose di Mi-
35   chelagnolo, di Raffaello e degl'altri eccellenti maestri, e le statue
    e ' pili antichi d'opera maravigliosa. Laonde non passò molto che egli
    divenne fiero nel disegnare, copioso nell'invenzioni e molto vago
    coloritore. Nel quale spazio, che non passò due anni, non fece altra
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