Volume 4

Edizione Giuntina
   
VITA DI PIERO DI COSIMO.
   
PITTOR FIORENTINO.
    Mentre che Giorgione et il Correggio con grande loro loda e gloria
    onoravano le parti di Lombardia, non mancava la Toscana ancor ella
5   di belli ingegni, fra' quali non fu de' minimi Piero, figliuolo d'un
    Lorenzo orafo et allievo di Cosimo Rosselli, e però chiamato sempre
    e non altrimenti inteso che per Piero di Cosimo: poiché invero non
    meno si ha obligo e si debbe riputare per vero padre quel che c'in-
    segna la virtù e ci dà il bene essere, che quello che ci genera e dà
10   l'essere semplicemente. Questi dal padre, che vedeva nel figliuolo
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Edizione Torrentiniana
   
PIERO DI COSIMO.
   
PITTORE FIORENTINO.
    Chi pensasse a' pericoli de' virtuosi et agli incomodi che e' sopportano
    ne la vita, si starebbe per avventura assai bene lontano da la virtù,
15   considerando massimamente che, se bene ella fa di bellissimi ingegni,
    ella ne fa ancora de' tanto astratti e difformi dagli altri che, fuggendo
    la pratica degli uomini, cercano solamente la solitudine. Il che faccendo
    a comodo loro, incorrono in maggiore incommodo de la vita; e lascian-
    dosi manomettere da la nebbia de la dappocaggine, mostrano a' popoli
20   fare ciò che e' fanno per lo amore che e' portano a la filosofia, anzi più
    tosto furfanteria, che tale è veramente questa loro. E certamente non è
    che il bene et il buono non li piaccia, e che avendone non l'usassero; ma
    faccendo de la necessità virtù, non vogliono che altri vada ne le stanze
    loro per non vedere le loro meschinità ricoperte da biz[z]arria o da altro
25   spirito filosofico. Et hanno questi il core tanto amaro nel vedere l'azzioni
    d'altri studiosi et eccellenti, considerando il monte d'altri esser maggior
    del loro, che sotto spezie di dolcezza dànno morsi terribili, i quali le
    più volte tornano in danno loro, sì come la stessa vita fantastica gli con-
    duce a fini miserabili, come apertamente poté vedersi in tutte le azzioni
30   di Piero di Cosimo. Il quale, a la virtù che egli ebbe, se fusse stato più
    domestico et amorevole verso gli amici, il fine de la sua vecchiezza non
    sarebbe stato meschino, e le fatiche durate da lui ne la giovanezza
    gli sarebbono state alimento fino a la morte: dove non facendo servigio
    ad alcuno, non poté essere mentre che visse aiutato da nessuno.
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