Volume 4

Edizione Giuntina
   
VITA DI MARCO CALAVRESE.
   
PITTORE.
    Quando il mondo ha un lume in una scienza che sia grande, uni-
    versalmente ne risplende ogni parte, e dove maggior fiamma e dove
5   minore, e secondo i siti e l'arie sono i miracoli ancor maggiori e
    minori. E nel vero di continuo certi ingegni in certe provincie sono
    a certe cose atti ch'altri non possono essere, né per fatiche che eglino
    durino arrivano però mai al segno di grandissima eccellenza. Ma
    se quando noi veggiamo in qualche provincia nascere un frutto che
10   usato non sia a nascerci, ce ne maravigliamo, tanto più d'uno inge-
    gno buono possiamo rallegrarci quando lo troviamo in un paese
    dove non nascano uomini di simile professione, come fu Marco Ca-
    lavrese pittore; il quale uscito dalla sua patria, elesse come ameno
    e pieno di dolcezza per sua abitazione Napoli, se bene indrizzato
15   aveva il camino per venirsene a Roma, et in quella ultimare il fine
    che si cava dallo studio della pittura. Ma sì gli fu dolce il canto
    della Serena, dilettandosi egli massimamente di sonare di liuto, e
    sì le molli onde del Sebeto lo liquefecero, ch'e' restò prigione col
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Edizione Torrentiniana
   
MARCO CALAVRESE.
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PITTORE.
    Quando il mondo ha un lume in una scienza che sia grande, universal-
    mente ne risplende ogni parte, e dove maggior fiamma e dove minore,
    secondo i siti e le arie e le nature inclinati, fa parere i miracoli ancora
    maggiori e minori. E nel vero di continuo certi ingegni in certe provincie
25   sono a certe cose atti ch'altri non possono essere, né per fatiche che eglino
    durino arrivano però mai al segno di grandissima eccellenza. Ma quan-
    do noi veggiamo in qualche provincia nascere un frutto che usato non
    sia a nascerci, ce ne maravigliamo, tanto più uno ingegno buono pos-
    siamo rallegrarci quando lo troviamo in un paese dove non nascano
30   uomini di simile professione, come fu Marco Calavrese pittore; il quale
    uscito dalla sua patria, elesse come ameno e pieno di dolcezza per sua
    abitazione Napoli, se bene indrizzato aveva il camino per venirsene a
    Roma, et in quella ultimare il fine che si cava dallo studio della pittura.
    Ma sì gli fu dolce il canto della Serena, dilettandosi egli massimamente
35   di sonare di liuto, e sì le molli onde del Sebeto lo liquefecero, ch'e' restò
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