Volume 4

Edizione Giuntina
   
VITA DI GIOVAN FRANCESCO DETTO IL FATTORE
   
FIORENTINO
   
E DI PELLEGRINO DA MODANA.
   
PITTORI.
5   Giovan Francesco Penni detto il Fattore, pittor fiorentino, non fu
    manco obligato alla fortuna che egli si fusse alla bontà della sua natu-
    ra, poi che i costumi, l'inclinazione alla pittura e l'altre sue virtù
    furono cagione che Raffaello da Urbino se lo prese in casa et insieme
    con Giulio Romano se l'allevò, e tenne poi sempre l'uno e l'altro
10   come figliuoli, dimostrando alla sua morte quanto conto tenesse
    d'amendue nel lasciargli eredi delle virtù sue e delle facultadi insie-
    me. Giovan Francesco dunque, il quale cominciando da putto, quan-
    do prima andò in casa di Raffaello, a esser chiamato il Fattore, si
    ritenne sempre quel nome; immitò nei suoi disegni la maniera di
15   Raffaello e quella osservò del continuo, come ne possono
    far fede alcuni suoi disegni che sono nel nostro libro. E non è gran
    fatto che molti se ne veggiano, e tutti con diligenza finiti, perché si
    dilettò molto più di disegnare che di colorire.
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Edizione Torrentiniana
   
GIOVAN FRANCESCO DETTO IL FATTORE.
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PITTOR FIORENTINO.
    Egli si può ben fortunatissimo chiamar colui che, senza aver pensiero a
    cosa che si sia, dalla sorte è condotto a un fine che di lode, d'onore et
    utile di continuo lo accresca, e per cognizione gli faccia essere portato
    riverenza, et ogni sua azzione e fatica di premio onorato guiderdoni.
25   Questo avvenne a Giovan Francesco detto il Fattore, pittor fiorentino,
    il quale non fu manco obligato alla fortuna ch'egli si fosse alla bontà
    della natura sua et alle fatiche da lui sopportate negli studî della pittura;
    i quali ornamenti furono cagione che Raffaello da Urbino, vedendolo a
    ciò vòlto, lo prese in casa, et insieme con Giulio Romano come suoi
30   proprî figliuoli sempre gli tenne: di che mostrò verissimi segni alla morte,
    lasciandoli così delle facultà sue eredi come anco della virtù, come sem-
    pre si vide in Giovan Francesco, da Raffaello nella sua fanciullezza
    chiamato il Fattore, il quale ne' disegni suoi imitò la maniera di Raf-
    faello e la osservò del continuo. E perché sempre si dilettò più di disegnare
35   che di colorire, spendeva il tempo in ciò più che in alcuna altra cosa.
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