Volume 4

Edizione Giuntina
   
VITA DI LORENZO DI CREDI. PITTORE FIORENTINO.
    Mentre che maestro Credi, orefice ne' suoi tempi eccellente, lavo-
    rava in Fiorenza con molto buon credito e nome, Andrea Sciarpello-
    ni acconciò con esso lui, acciò imparasse quel mestiero, Lorenzo suo
5   figliuolo, giovanetto di bellissimo ingegno e d'ottimi costumi. E per-
    ché quanto il maestro era valente et insegnava volentieri, tanto il
    discepolo apprendeva con studio e prestezza qualunche cosa se gli
    mostrava, non passò molto tempo che Lorenzo divenne non sola-
    mente diligente e buon disegnatore, ma orefice tanto pulito e valente
10   che niuno giovane gli fu pari in quel tempo: e ciò con tanta lode di
    Credi che Lorenzo da indi in poi fu sempre chiamato non Lorenzo
    Sciarpelloni, ma di Credi da ognuno. Cresciuto dunque l'animo a
    Lorenzo, si pose con Andrea del Verrocchio, che allora per
    un suo così fatto umore si era dato al dipignere; e sotto lui, avendo
15   per compagni e per amici, se bene erano concorrenti, Pietro Pe-
    rugino e Lionardo da Vinci, attese con ogni diligenza alla pittura.
    E perché a Lorenzo piaceva fuor di modo la maniera di Lionardo,
    la seppe così bene imitare, che niuno fu che nella pulitezza e nel
    finir l'opere con diligenza l'imitasse più di lui, come si può vedere
20   in molti disegni fatti e di stile e di penna o d'acquarello, che sono
    nel nostro libro; fra i quali sono alcuni ritratti da modegli di terra,
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Edizione Torrentiniana
   
LORENZO DI CREDI.
   
PITTOR FIORENTINO.
25   Sforzasi la natura donare ad alcuni il medesimo amore nelle loro az-
    zioni ch'ella suole usar nelle piante e nelle altre sue creature, che con
    infinita diligenzia diligentemente conduce al desiderato fine: e chi mira
    le stravaganzie dell'erbe, l'artificio e la diligenzia con che la natura
    di continovo le mantiene, e con che arte et amorevolezza le conduce al
30   fiorire e al far frutto, non stupirà nel vedere l'opre di Lorenzo di Credi
    pittore, finite da lui con infinitissima pazienzia. Era costui persona
    certo diligentissima e pulitissima nell'opre ch'e' fece quanto nessuno altro
    che in Fiorenza sia stato per lo adietro. Fu compagno, caro amico e
    molto dimestico di Lionardo da Vinci, che insieme, sotto Andrea del
35   Verrocchio, lungo tempo impararono l'arte.
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