Volume 4

Edizione Giuntina
   
VITA DI RAFFAELLO DA URBINO.
   
PITTORE ET ARCHITETTO.
    Quanto largo e benigno si dimostri talora il Cielo nell'accumulare
    una persona sola l'infinite ric[c]hezze de' suoi tesori e tutte quelle
5   grazie e più rari doni che in lungo spazio di tempo suol compartire
    fra molti individui, chiaramente poté vedersi nel non meno eccellen-
    te che grazioso Raffael Sanzio da Urbino; il quale fu dalla natura do-
    tato di tutta quella modestia e bontà che suole alcuna volta vedersi
    in coloro che più degl'altri hanno a una certa umanità di natura gen-
10   tile aggiunto un ornamento bellissimo d'una graziata affabilità, che
    sempre suol mostrarsi dolce e piacevole con ogni sorte di persone et
    in qualunque maniera di cose. Di costui fece dono al mondo la na-
    tura quando, vinta dall'arte per mano di Michelagnolo Buonarroti
    volle in Raffaello esser vinta dall'arte e dai costumi insieme
15   E nel vero, poi che la maggior parte degl'artefici stati insino allora
    si avevano dalla natura recato un certo che di pazzia e di salvatichezza
    che, oltre all'avergli fatti astratti e fantastichi, era stata cagione che
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Edizione Torrentiniana
   
RAFAEL DA URBINO.
   
PITTORE ET ARCHITETTO.
20   Quanto largo e benigno si dimostri talora il Cielo collocando, anzi per
    meglio dire riponendo et accumulando in una persona sola le infinite
    ricchezze delle ampie grazie o tesori suoi e tutti que' rari doni che fra
    lungo spazio di tempo suol compartire a molti individui, chiaramente
    poté vedersi nel non meno eccellente che grazioso Rafael Sanzio da Ur-
25   bino; il quale, con tutta quella modestia e bontà che sogliono usar coloro
    che hanno una certa umanità di natura gentile, piena d'ornamento e
    digraziata affabilità, la quale in tutte le cose sempre si mostra onorata-
    mente, spiegando i predetti doni con qualunche condizione di persone et
    in qualsivoglia maniera di cose, per unico od almeno molto raro univer-
30   salmente si fe' conoscere. Di costui fece dono la natura a noi, essendosi
    digià contentata d'essere vinta dall'arte per mano di Michele Agnolo Buo-
    narroti, e volse ancora per Rafaello esser vinta dall'arte e dai costumi;
    con ciò sia che quasi la maggior parte degli artefici passati avevano
    sempre da la natività loro arrecato seco un certo che di pazzia e di salva-
35   tichezza, la quale, oltra il fargli astratti e fantastichi, fu cagione il più
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