Volume 3

Edizione Giuntina
   
VITA DI FRANCESCO FRANCIA BOLOGNESE.
   
OREFICE E PITTORE.
    Francesco Francia, il quale nacque in Bologna l'anno 1450 di per-
    sone artigiane ma assai costumate e dabene, fu posto nella sua prima
5   fanciullezza all'orefice; nel qual esercizio adoperandosi con ingegno
    e spirito, si fece crescendo di persona e d'aspetto tanto ben propor-
    zionato, e nella conversazione e nel parlare tanto dolce e piacevole,
    che ebbe forza di tenere allegro e senza pensieri col suo ragionamento
    qualunche fusse più malinconico; perloché fu non solamente amato
10   da tutti coloro che di lui ebbono cognizione, ma ancora da molti
    prìncipi italiani et altri signori. Attendendo dunque mentre
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Edizione Torrentiniana
   
FRANCESCO FRANCIA BOLOGNESE.
   
PITTORE.
    Di gran danno fu sempre in ogni scienza il presumere di sé e non pensare
15   che l'altrui fatiche possino avanzar di gran lunga le sue, e per natura e
    per arte avere dal cielo non solamente le doti eccellenti e rare, ma ancora
    prerogative di grazia, di agilità e di destrezza nell'operare molto mag-
    giori che altri non ha. Perché alle volte s'incontra e vedesi l'opere di tale
    che mai non si sarebbe creduto essere sì belle e sì bene condotte, che
20   lo ingannato dalla folle credenza sua ne rimane tinto di gran vergogna
    e tutto confuso. E quanti si sono trovati, che nel vedere l'opere d'altri
    per il dolore del rimanere adietro hanno fatto la mala fine? come è opi-
    nione di molti che intervenisse al Francia bolognese, pittore ne' tempi
    suoi tenuto tanto famoso che e' non pensò che altri non solo lo pareggiasse,
25   ma si acostasse a gran pezzo a la gloria sua; ma vedendo poi l'opere
    di Raffaello da Urbino, sgannatosi finalmente di quello errore, ne ab-
    bandonò e l'arte e la vita.
    Dicesi che in Bologna, città molto magnifica, nacque l'anno MCCCCL
    Francesco Francia di persone artigiane e molto dabene, e nella
30   sua fanciullezza fu posto a l'orefice per lo ingegno che e' mostrava et
    acuto e buono nelle sue azzioni. Crebbe di persona e di aspetto talmente
    ben proporzionato, e con un modo di parlare sì dolce e piacevole, che
    aveva forza di tenere allegro e senza pensieri qualunche più maninconico
    mentre durava il ragionamento; e fu tanto umano nella conversazione,
35   che fu amato non solamente da molti prìncipi italiani, ma da tutti coloro
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