Volume 3

Edizione Giuntina
   
VITA DI BERNARDINO PINTURICCHIO.
   
PITTORE PERUGINO.
    Sì come sono molti aiutati dalla fortuna senza essere di molta
    virtù dotati, così per lo contrario sono infiniti quei virtuosi che da
5   contraria e nimica fortuna sono perseguitati; onde si conosce aper-
    tamente che ell'ha per figliuoli coloro che senza l'aiuto d'alcuna virtù
    dependono da lei, poiché le piace che dal suo favore sieno alcuni
    inalzati, che per via di meriti non sarebbono mai conosciuti. Il che si
    vide nel Pinturicchio da Perugia, il quale, ancorché facesse molti la-
10   vori e fusse aiutato da diversi, ebbe nondimeno molto maggior nome
    che le sue opere non meritarono. Tuttavia egli fu persona che ne' la-
    vori grandi ebbe molta pratica e che tenne di continovo molti lavo-
    ranti nelle sue opere. Avendo dunque costui nella sua prima giova-
    nezza lavorato molte cose con Pietro da Perugia suo maestro, tirando
15   il terzo di tutto il guadagno che si faceva, fu da Francesco Piccolomini
    cardinale chiamato a Siena a dipignere la libreria stata fatta da papa
    Pio II nel Duomo di quella città. Ma è ben vero che gli schizzi e i
- pagina 571 -

Edizione Torrentiniana
   
BERNARDINO PINTURICCHIO.
   
PITTORE.
20   Molti sono aiutati dalla fortuna che non hanno virtute in loro, et infiniti
    que' virtuosi che la mala sorte sempre perseguita, dimostrando apertissi-
    mamente conoscere per suo figliuolo chi depende tutto da lei senza aiuto
    alcuno di virtù, e che sommamente le piace di inalzare la dappocaggine
    di certi che senza il favore di lei non sarebbono pure conosciuti: come
25   avvenne del Pinturicchio, il quale, ancora che facesse molti lavori aiu-
    tato da diversi, ebbe certo più nome assai che per le opere sue non ave-
    va meritato. Tuttavolta egli era persona che ne' lavori grandi aveva
    molta pratica e che teneva di continovo molti lavoranti nelle sue ope-
    re. Fece in giovanezza molti lavori in compagnia di Pietro suo mae-
30   stro, dal quale tirava per sua mercede il terzo del guadagno. In Sie-
    na lavorò in San Francesco al cardinale Piccoluomini, nipote di papa
    Pio III, una tavola da altare, dentrovi un parto di Nostra Donna, et
    in Roma alcune stanze per il sopradetto Pontefice; e mandato a Sie-
    na, prese a dipignere la libreria edificata da papa Pio II nel Duomo di
35   quella città.
- pagina 571 -
pagina precedentepagina successiva

Selezione esplicita di una pagina

Volume:
Pagina:
Testi Consultabili | Indice dell'Opera | Nuova Ricerca | Legenda