Volume 3

Edizione Giuntina
   
PITTOR FIORENTINO.
    Fu in questi medesimi tempi in Firenze pittore di bellissimo in-
    gegno e di vaghissima invenzione Filippo figliuolo di fra' Filippo del
5   Carmine, il quale seguitando nella pittura le vestigie del padre
    morto, fu tenuto et ammaestrato, essendo ancor giovanetto, da San-
    dro Botticello, nonostante che il padre venendo a morte lo racco-
    mandasse a fra' Diamante suo amicissimo e quasi fratello. Fu dun-
    que di tanto ingegno Filippo e di sì copiosa invenzione nella pittura
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Edizione Torrentiniana
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FILIPPO LIPPI.
   
PITTOR FIORENTINO.
    Coloro che con qualche macchia nascono al mondo (qualunche ella si
    sia) lasciatagli dai suoi maggiori, e quella cuoprono con la modestia del
    vivere e con la gratitudine delle parole e con fatti egregi il più che sanno
15   in tutte l'azzioni et in tutte l'opere loro, non solamente meritano lode de
    la prima virtù, ma infiniti premî de le seconde azzioni, conoscendosi
    apertamente che il vincolo della virtù che è infusa in un animo, che sia in
    quella raro et eccellente, è il maggiore ornamento che sia e che si possa
    avere, e la cortesia, fra l'altre virtù, il più delle volte è quella che taglia,
20   spezza e rompe gli animi indurati nelle invidie e nelle maledicenzie degli
    uomini. Questa sola virtù rende molli e facili i pensieri ignoranti, per-
    ché si vede che chi continua i mez[z]i del non dar menda ad altrui et in
    tutto il suo procedere si ingegna sempre giovare a ciascuno, costui sicura-
    mente si tira a la sepoltura prigione il mondo malgrado suo e trionfa
25   de la malizia e dell'invidie degli uomini, come fece Filippo. Il quale
    continuando i modi soprascritti, fu pianto alla morte non solo da chi 'l
    conobbe, ma da molt'altri, anzi da tutto Firenza, perché veramente
    coloro che sentono solamente ragionare delle sue virtù, se ben non
    lo conobbero altrimente vivendo, si dolgono ancora del suo fine.
30   Fu Filippo figliuolo di fra' Filippo del Carmino, e seguitando nella
    pittura le vestigie del padre morto, mentre che egli era ancor giovinetto
    fu tenuto in governo et amaestrato da Sandro di Botticello; et avendolo
    fra' Filippo alla morte sua raccomandato a fra' Diamante et a lui dato-
    lo, che i modi dell'arte buoni gli insegnasse, egli fu di tanto ingegno e di
35   sì copiosa invenzione nella pittura e tanto biz[z]arro e nuovo ne' suoi
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