Volume 3

Edizione Giuntina
    sommamente è stato lodato e pregiato da tutti gl'altri, come al tempo
    de' padri nostri fu il Cecca fiorentino, al quale ne' di suoi vennero in
    mano molte cose e molto onorate, et in quelle si portò egli tanto
    bene nel servigio della patria sua, operando con rispiarmo e sodisfaz-
5   zione e grazia de' suoi cittadini, che le ingegnose et industriose fa-
    tiche sue lo hanno fatto famoso e chiaro fra gl'altri egregi e lodati
    artefici.
    Dicesi che il Cecca fu nella sua giovanezza legnaiuolo bonissimo;
    e perché egli aveva applicato tutto lo intento suo a cercare di sapere
10   le difficultà degli ingegni, come si può condurre ne' campi de' solda-
    ti machine da muraglie, scale da salire nelle città, arieti da rompere le
    mura, difese da riparare i soldati per combattere, et ogni cosa che
    nuocere potesse agli inimici e quelle che a' suoi amici potessero
    giovar[e], essendo egli persona di grandissima utilità alla patria sua
15   meritò che la Signoria di Fiorenza gli desse provisione continua. Per
    il che, quando non si combatteva, andava per il dominio rivedendo
    le fortezze e le mura delle città e ' castelli ch'erano debili, et a quelli da-
    va il modo de' ripari e d'ogni altra cosa che bisognava. Dicesi che le
    nuvole che andavano in Fiorenza per la festa di S. Giovanni a processione
- pagina 450 -

Edizione Torrentiniana
20   sua noia, sommamente è stato lodato e pregiato da tutti gli altri, come al
    tempo de' padri nostri fu il Cecca fiorentino; al quale ne' di suoi vennero
    in mano molte cose e molto onorate, et in quelle si portò egli tanto bene nel
    servigio della patria sua, operando con rispiarmo e sodisfazzione e grazia
    de' suoi cittadini, che le ingegnose et industriose fatiche sue lo hanno fatto
25   famoso e chiaro fra gli altri egregi e lodati spiriti.
    Dicesi che il Cecca fu nella sua giovanezza legnaiuolo bonissimo; e
    perché egli aveva applicato tutto lo intento suo a cercare di sapere le
    difficultà degli ingegni, come si può condurre ne' campi de' soldati machi-
    ne da muraglie, scale da salire nelle città, arieti da rompere le mura,
30   difese da riparare i soldati per combattere, et ogni cosa che nuocere potesse
    agli inimici e quelle che a suoi amici potessero giovar[e], essendo egli per-
    sona di grandissima utilità alla patria sua meritò che la Signoria di Fio-
    renza gli desse provisione continua. Per il che, quando non si combatteva,
    andava per il dominio rivedendo le fortezze e le mura delle città e ' castel-
35   li ch'erano debili, et a quelli dava il modo de' ripari e d'ogni altra cosa
    che bisognava. E dicesi che le nuvole che andavano per la festa di San
    Giovanni in Fiorenza a processione furono ingegno suo, che certo sono
    tenute cosa bellissima. Fece egli ancora uno edificio che per nettare e
- pagina 450 -
pagina precedentepagina successiva

Selezione esplicita di una pagina

Volume:
Pagina:
Testi Consultabili | Indice dell'Opera | Nuova Ricerca | Legenda