Volume 3

Edizione Giuntina
   
VITA DI LORENZO COSTA FERRARESE.
   
PITTORE.
    Se bene in Toscana più che in tutte l'altre provincie d'Italia, e forse
    d'Europa, si sono sempre esercitati gl'uomini nelle cose del disegno,
5   non è per questo che nell'altre provincie non si sia d'ogni tempo
    risvegliato qualche ingegno che nelle medesime professioni sia stato
    raro et eccellente, come si è infin qui in molte Vite dimostrato, e più
    si mostrerà per l'avvenire. Ben è vero che dove non sono gli studî e
    gl'uomini per usanza inclinati ad imparare, non se può né così tosto
10   né così eccellente divenire come in que' luoghi si fa dove a concor-
    renza si esercitano e studiano gl'artefici di continuo. Ma tosto che
    uno o due cominciano, pare che sempre avenga che molti altri - tan-
    ta forza ha la virtù - s'ingegnino di seguitargli con onore di se stessi
    e delle patrie loro.
15   Lorenzo Costa ferrarese, essendo da natura inclinato alle cose della
    pittura e sentendo esser celebre e molto reputato in Toscana fra'
    Filippo, Benozzo et altri, se ne venne in Firenze per vedere l'opere
    loro; e qua arrivato, perché molto gli piacque la maniera loro, ci si
    fermò per molti mesi, ingegnandosi quanto potette il più d'imitargli,
20   e particolarmente nel ritrarre di naturale. Il che così felicementi gli
    riuscì, che tornato alla patria, se bene ebbe la maniera un poco secca
    e tagliente, vi fece molte opere lodevoli, come si può vedere nel
    coro della chiesa di S. Domenico in Ferrara, che è tutto di sua
    mano, dove si conosce la diligenza che egli usò nell'arte e che egli
25   mise molto studio nelle sue opere. E nella guardaroba del signor
    Duca di Ferrara si veggiono di mano di costui, in molti quadri, ritratti
    di naturale che sono benissimo fatti e molto simili al vivo; simil-
    mente per le case de' gentiluomini sono opere di sua mano tenute
    in molta venerazione. A Ravenna, nella chiesa di S. Domenico, alla
30   cappella di S. Bastiano dipinse a olio la tavola, e a fresco alcune
    storie che furono molto lodate. Dipoi condotto a Bologna, dipinse
    in S. Petronio nella cappella de' Mariscotti, in una tavola, un S. Ba-
    stiano saettato alla colonna, con molte altre figure: la qual opera per
    cosa lavorata a tempera fu la migliore che insino allora fusse stata
35   fatta in quella città. Fu anco opera sua la tavola di San Ieronimo nella
    cappella de' Castelli; e parimente quella di San Vincenzio, che è si-
    milmente lavorata a tempera, nella cappella de' Griffoni, la predella
    della quale fece dipignere a un suo creato, che si portò molto meglio
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