Volume 3

Edizione Giuntina
   
VITA DI IACOPO DALLA QUERCIA.
   
SCULTORE SANESE.
    Fu adunque Iacopo di maestro Piero di Filippo dalla Quercia
    luogo del contado di Siena - scultore, il primo, dopo Andrea Pisano,
5   l'Orgagna e gl'altri di sopra nominati, che operando nella scultura
    con maggior studio e diligenza cominciasse a mostrare che si poteva
    appressare alla natura, et il primo che desse animo e speranza agl'altri
    di poterla, in un certo modo, pareggiare. Le prime opere sue da met-
    tere in conto furono da lui fatte in Siena, essendo d'anni XIX, con
10   questa occasione. Avendo i Sanesi l'essercito fuori contra i Fiorenti-
    ni, sotto Gian Tedesco, nipote di Saccone da Pietramala, e Giovanni
    d'Azzo Ubaldini capitani, ammalò in campo Giovanni d'Azzo, onde,
    portato a Siena, vi si morì; per che, dispiacendo la sua morte ai
    Sanesi, gli feciono fare nell'essequie, che furono onoratissime, una
15   capanna di legname a uso di piramide, e sopra quella porre di mano
    di Iacopo la statua di esso Giovanni a cavallo maggior del vivo, fatta
    con molto giudizio e con invenzione, avendo - il che non era stato
    fatto insino allora - trovato Iacopo per condurre quell'opera il modo
    di fare l'ossa del cavallo e della figura di pezzi di legno e di piane
20   confitti insieme e fasciati poi di fieno e di stoppa, e con funi legato
    ogni cosa strettamente insieme, e sopra messo terra mescolata con
    cimatura di panno lano, pasta e colla. Il qual modo di far fu veramente
    et è il miglior di tutti gl'altri per simili cose; perché, se bene l'opere
    che in questo modo si fanno sono in apparenza gravi, riescono nondimeno,
- pagina 21 -

Edizione Torrentiniana
25  
IACOPO DELLA QUERCIA SANESE.
   
SCULTORE
    Infinitamente è da credere che nella vita sua pruovi grandissima conten-
    tez[z]a colui che per mez[z]o delle fatiche fatte con la virtù sua si senta, o
    nella patria o fuori, onorare di dignità o guiderdonare di premio fra gli
30   altri uomini, crescendone per le lode e per gli onori in infinito la virtù sua.
    Ciò intervenne a Iacopo di maestro Piero di Filippo della Quercia scultor
    sanese, il quale per le sue rarissime doti nella bontà, nella modestia e nel
    garbo meritò degnamente di esser fatto cavaliere, il qual titolo onoratis-
    simamente ritenne vivendo, onorando del continovo la patria e se medesi-
35   mo. Per il che quegli che dalla natura dotati sono di egregia et eccellente
- pagina 21 -
pagina precedentepagina successiva

Selezione esplicita di una pagina

Volume:
Pagina:
Testi Consultabili | Indice dell'Opera | Nuova Ricerca | Legenda