Volume 3

Edizione Giuntina
   
VITA DI DONATO.
   
SCULTORE FIORENTINO.
    Donato, il quale fu chiamato dai suoi Donatello e così si sottoscrisse
    in alcune delle sue opere, nacque in Firenze l'anno 1403. E dando
5   opera all'arte del disegno, fu non pure scultore rarissimo e statuario
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Edizione Torrentiniana
   
DONATO.
   
SCULTORE FIORENTINO.
    Gli scultori che noi abbiamo chiamati vecchi ma non antichi, sbigottiti
    dalle molte difficultà della arte, conducevano le figure loro sì mal compo-
10   ste di artifizio e di bellezza, che, o di metallo o di marmo che elle si fus-
    sino, altro non erano però che tonde, sì come avevano essi ancora tondi
    gli spiriti e gli ingegni stupidi e grossi: e nasceva tutto da questo, che
    ritraendosi esprimevano se medesimi, e se medesimi assomigliavano. E
    così le povere cose loro erano in tutto prive de la perfezzione del disegno
15   e della vivezza, essendo veramente al tutto impossibile che chi non ha
    una cosa la possa dare. Per la qual cosa la Natura, giustamente sdegnata
    per vedersi quasi beffare da le strane figure che costoro lasciavano al
    mondo, deliberò far nascere chi operando riducesse ad ottima forma, con
    buona grazia e proporzione, i male arrivati bronzi et i poveri marmi, da
20   lei, come da madre benigna, et amati e tenuti cari sì come cose daùllei
    prodotte con lunga diligenzia e cura grandissima. Laonde, per meglio
    adempiere la volontà e la deliberazione sua, colmò Donato nel nascere
    di maravigliose doti, et in persona quasi di se medesima lo mandò qua
    giù tra ' mortali pieno di benignità, di giudizio e di amore. Per il che,
25   degnando egli ciascuno che operasse o con diletto fare altrui operare si
    ingegnasse, lasciò sempre godere de le sue fatiche non solamente gli
    amici suoi, ma e chi non lo conosceva ancora; né regnò tirannia
    alcuna nella virtù che gli diede il cielo, riserrandosi a lavorare per le
    buche a ciò che i modi della bella maniera sua non gli fussino veduti ope-
30   rare: anzi lavorò egli sempre le cose sue apertissimamente, sì che ognuno
    le poté vedere. Fu sì grato, sì piacevole e tanto onesto in ciascuna sua
    azzione, che se il secol d'oggi lo pregia e venera così morto, molto mag-
    giormente lo adorerebbe se e' fusse vivo, attesoché dove i moderni artefici
    sono oggi per lo più tutti pieni di invidia e di superbia mescolata con una
35   vana ambizione insolente, Donato era benigno, cortese, umile e senza
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