Volume 2

Edizione Giuntina
   
VITA DI MARGARITONE
   
PITTORE, SCULTORE ET ARCHITETTO ARETINO.
    Fra gl'altri vecchi pittori ne' quali misero molto spavento le lodi
    che dagl'uomini meritamente si davano a Cimabue et a Giotto suo
5   discepolo, de' quali il buono operare nella pittura faceva chiaro il
    grido per tutta Italia, fu uno Margaritone aretino pittore, il quale,
    con gl'altri che in quell'infelice secolo tenevano il supremo grado
    nella pittura, conobbe che l'opere di coloro oscuravano poco meno
    che del tutto la fama sua. Essendo dunque Margaritone fra gl'al-
10   tri pittori di que' tempi che lavoravano alla greca tenuto eccellente,
    lavorò a tempera in Arezzo molte tavole, et a fresco, ma in molto
    tempo e con molta fatica, in più quadri, quasi tutta la chiesa
    di S. Clemente, badia dell'Ordine di Camaldoli, oggi rovinata e spia-
    nata tutta insieme con molti altri edifizii e con una roccaforte chiamata
15   S. Chimenti, per avere il duca Cosimo de' Medici non solo in quel
    luogo, ma intorno intorno a quella città, disfatto con molti edifizii
    le mura vecchie che da Guido Pietramalesco, già vescovo e padrone
    di quella città, furono rifatte, per rifarle con fianchi e baluardi intorno
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Edizione Torrentiniana
   
MARGARITONE ARETINO
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PITTORE.
    Entrò molto grande spavento ne' vecchi maestri pittori per le gran lode
    che gli uomini sentivano di Cimabue e di Giotto suo discepolo, ché
    già per l'altrui terre ancora s'udiva la grandezza e 'l maraviglioso
    grido del vago operar loro nella pittura; per che, sentendo i maestri pit-
25   tori l'arte essere accompagnata dallo studio di questi artefici, quegli che
    il supremo grado tenevano e già da' popoli erano adorati, venivano
    perdendo della fama e del principato loro tanti anni già posseduto.
    E fra gli uomini che alla greca lavoravano era tenuto eccellente Mar-
    garitone aretino, il quale lavorò a fresco in Arezzo molte tavole e
30   molte pitture, et in San Clemente badia de' Frati di Camaldoli, oggi
    rovinata e spianata tutta insieme con altri edifizii, per avere il duca
    Cosimo de' Medici non solo in quel luogo, ma intorno intorno a quel-
    la città, disfatte le mura vecchie, le quali da Guido Pietramalesco
    vescovo e padrone di quella città furon già rifatte, et oggi per ordine
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