Volume 2

Edizione Giuntina
   
VITA DI LORENZO DI BICCI
   
PITTORE.
    Quando gli uomini che sono eccellenti in uno qualsivoglia onorato
    esercizio accompagnano la virtù dell'operare con la gentilezza de'
5   costumi e delle buone creanze e particolarmente con la cortesia,
    servendo chiunche ha bisogno dell'opera loro presto e volentieri,
    eglino senza alcun fallo conseguono con molta lode loro e con utile
    tutto quello che si può in un certo modo in questo mondo desiderare:
    come fece Lorenzo di Bicci pittor fiorentino, il quale essendo nato
10   in Firenze l'anno 1400, quando apunto l'Italia cominciava a esser tra-
    vagliata dalle guerre che poco appresso la condussono a mal termine,
    fu quasi nella puerizia in bonissimo credito, perciò che avendo sotto
    la disciplina paterna i buon' costumi e da Spinello pittore
    apparato l'arte della pittura, ebbe sempre nome non solo di eccellente
15   pittore, ma di cortesissimo et onorato valente uomo.
    Avendo dunque Lorenzo così giovinetto fatto alcune opere a fresco
    in Firenze e fuora per adestrarsi, Giovanni di Bicci de' Medici, veduta
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Edizione Torrentiniana
   
LORENZO DI BICCI
   
PITTORE FIORENTINO.
20   Grandissima ventura hanno quelli che nello attendere ad una qualche
    bella professione o virtù si invaghiscono in quel diletto che di questa
    sentono ogni ora, perché, mentre che adoperano, passano lo ozio del tempo
    in uno esercizio onorato, lasciano fama e nome di loro, guadagnano le-
    citamente e fanno acquisto sempre di amici. Laonde con tanta tenerezza
25   sono amati dagli uomini che e' si può dire che e' ne siano padroni, e de le
    comodità di altrui acquistan sempre il comodo proprio, perciò che a chi
    serve altri bene e prestamente non basta il pagamento per sodisfarlo, ma
    l'obligo entra poi di mez[z]o fra chi fa operare et esso operante. Questo
    espressamente si vide in Lorenzo di Bicci pittor pratico e spedito, il
30   quale, per dilettarsi del lavorare come e' fece, acquistò mez[z]i tali che
    da ogni suo conoscente era tenuto di sì dolce pratica che ogni persona
    ardeva di fargli piacere. Le figure sue tirano forte a la maniera di
    Taddeo Gaddi e degli altri maestri inanzi, i quali si dilettò egli molto
    di contrafare, per piacergli quelle maniere.
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