Volume 2

Edizione Giuntina
   
VITA DI IACOPO DI CASENTINO
   
PITTORE.
    Essendosi già molti anni udita la fama et il rumore delle pitture di
    Giotto e de' discepoli suoi, molti, desiderosi d'acquistar fama e ric-
5   chezze mediante l'arte della pittura, cominciarono, inanimiti dalla
    speranza dello studio e dalla inclinazione della natura, a caminar
    verso il miglioramento dell'arte, con ferma credenza, esercitandosi,
    di dovere avanzare in eccellenza e Giotto e Taddeo e gl'altri pittori.
    Fra questi fu uno Iacopo di Casentino, il quale essendo nato, come si
10   legge, della famiglia di messer Cristoforo Landino da Pratovecchio,
    fu da un frate di Casentino, allora guardiano al Sasso della Verna,
    acconcio con Taddeo Gaddi, mentre egli in quel convento lavorava,
    perché imparasse il disegno e colorito dell'arte. La qual cosa in pochi
    anni gli riuscì in modo, che condottosi in Fiorenza in com-
15   pagnia di Giovanni da Milano ai servigii di Taddeo loro maestro,
    molte cose lavorando, e' gli fu fatto dipignere il tabernacolo della Ma-
    donna di Mercato Vecchio con la tavola a tempera, e similmente quello
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Edizione Torrentiniana
   
IACOPO DI CASENTINO
   
PITTORE.
20   Già molti anni s'era udita la fama et il romore delle pitture di Giotto e
    de' discepoli suoi; per che molti, volenterosi di arricchire nella povertà
    per mez[z]o dell'arte della pittura, caminavano inanimiti dalle speranze
    dello studio e dalla inclinazione della natura, e si pensavano, quella
    esercitando, avanzare di eccellenza e Giotto e Taddeo e gli altri pittori.
25   Et in fra' molti che ebbero questo pensiero, cercò porlo ad esecuzione Iaco-
    po di Casentino, da molti scritto e creduto essere stato de la famiglia di
    messer Cristofano Landino da Pratovecchio.
    Costui, mentre che Taddeo Gaddi lavorava al Sasso della Vernia la
    capella delle Stìmite, da un frate di Casentino, allora guardiano in detto
30   luogo, fu acconcio con essolui ad imparare il disegno et il colorito di
    quell'arte. Per il che in Fiorenza condottosi in compagnia di Giovanni
    da Milano per li servigi di Taddeo lor maestro, molte cose lavorando,
    fece il tabernacolo della Madonna di Mercato Vecchio, similmente
    quello sul canto della piazza di San Niccolò della via del Cocomero, et
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