Volume 2

Edizione Giuntina
    Facendo ancora nella chiesa di S. Grisogono molte storie a fresco,
    s' ingegnò farsi conoscer similmente per ottimo discepolo di Giotto e
    per buono artefice. Parimente, pure in Trastevere, dipinse in S. Ce-
    cilia quasi tutta la chiesa di sua mano, e nella chiesa di S. Francesco
5   appresso Ripa molte cose. In S. Paulo poi for di Roma fece la facciata
    che v'è di musaico, e per la nave del mezzo molte storie del Testa-
    mento Vecchio. E lavorando nel capitolo del primo chiostro a fresco
    alcune cose, vi mise tanta diligenza che ne riportò dagl'uomini di
    giudizio nome d'eccel[l]entissimo maestro, e fu perciò dai prelati
10   tanto favorito che gli fecero dar a fare la facciata di S. Piero di dentro
    fra le finestre; tra le quali fece di grandezza straordinaria, rispetto alle
    figure che in quel tempo s'usavano, i quattro Evangelisti lavorati a
    bonissimo fresco e un S. Piero e un S. Paulo, e in una nave buon
    numero di figure nelle quali, per molto piacergli la maniera greca, la
15   mescolò sempre con quella di Giotto. E per dilettarsi di dare rilievo
    alle figure, si conosce che usò in ciò tutto quello sforzo che mag-
    giore può immaginarsi da uomo. Ma la migliore opera che in quella
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Edizione Torrentiniana
    per la chiesa varie storie a fresco in più pareti di muro, e si sforzò
    sempre di farsi conoscere per ottimo discepolo di Giotto e per buono arte-
20   fice. Costui dipinse in Santa Cecilia nel medesimo Trastevere quasi tutta
    la chiesa di sua mano, poi lavorò nella chiesa di San Francesco
    appresso Ripa molte altre cose. E in San Paulo fuor di Roma fece la
    facciata del musaico che v'è, e per la nave del mez[z]o v'interpose molte
    storie del Testamento Vecchio. E lavorando pur nel capitolo, dentro nel
25   primo chiostro, di sua mano in fresco con diligenza, gli fu dato da quei
    che miglior giudicio in tale essercizio avevano nome di grandissimo mae-
    stro. Ma da' prelati fu favorito talmente che n'ebbe infinitissime lode e
    grandissima utilità, perché e' furono cagione di fargli fare la facciata di
    San Pietro di dentro fra le finestre; tra le quali mostrò di grandezza
30   straordinaria, a uso delle figure che in quel tempo non s'usavano molto,
    i quattro Evangelisti lavorati a bonissimo fresco et un San Pietro e
    S. Paulo, e in una nave da lato buon numero di figure nelle quali, per
    molto piacergli la maniera greca, essa mescolò sempre con quella di
    Giotto. E per dilettarsi di dar rilievo alle figure, in quelle mostrò il desi-
35   derio che sempre ebbe in migliorar[e], di quello che poté, l'arte della pit-
    tura, per mostrarsi amator delle fatiche e dilettarsene molto. La bontà
    delle quali gli fece utile in vita e diede fama et onore grandissimo al nome
    dopo la morte.
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