Volume 6

Edizione Giuntina
    pronto si mostrava. Disegnò molti mesi nel Carmine alle pitture di
    Masaccio; dove con tanto giudizio quelle opere ritraeva, che ne stu-
    pivano gli artefici e gli altri uomini, di maniera che gli cresceva l'in-
    vidia insieme col nome. Dicesi che il Torrigiano, contratta seco ami-
5   cizia e scherzando, mosso da invidia di vederlo più onorato di lui e
    più valente nell'arte, con tanta fierezza gli percosse d'un pugno il
    naso, che, rotto e stiacciatolo di mala sorte, lo segnò per sempre;
    onde fu bandito di Fiorenza il Torrigiano, come s'è detto altrove.
    Morto il Magnifico Lorenzo, se ne tornò Michelagnolo a casa del
10   padre con dispiacere infinito della morte di tanto uomo, amico a tutte
    le virtù. Dove Michelagnolo comperò un gran pezzo di marmo e
    fecevi dentro un Ercole di braccia quattro, che sté molti anni nel
    palazzo degli Strozzi, il quale fu stimato cosa mirabile, e poi fu man-
    dato l'anno dello assedio in Francia al re Francesco da Giovambatista
15   della Palla. Dicesi che Piero de' Medici, che molto tempo aveva pra-
    ticato Michelagnolo, sendo rimasto erede di Lorenzo suo padre, man-
    dava spesso per lui, volendo comperare cose antiche di camei et altri
    intagli; et una invernata che e' nevicò in Fiorenza assai, gli fece fare
    di neve nel suo cortile una statua, che fu bellissima, onorando Mi-
20   chelagnolo di maniera per le virtù sue, che 'l padre, cominciando a
    vedere che era stimato fra i grandi, lo rivestì molto più onoratamente
    che non soleva.
    Fece per la chiesa di Santo Spirito della città di Firenze un Croci-
    fisso di legno, che si pose et è sopra il mezzo tondo dello altare maggiore,
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Edizione Torrentiniana
25   mostrava. Disegnò molti mesi nel Carmino alle pitture di Masaccio; dove
    con tanto giudicio quelle opere ritraeva, che ne stupivano gli artefici e
    gli altri uomini, di maniera che gli cresceva l'invidia insieme col
    nome. Dicesi che, avendo il Torrigiano contratto seco amicizia e scher-
    zando, mosso da invidia di vederlo più onorato di lui e più valente nel-
30   l'arte, con tanta amorevolezza gli percosse d'un pugno il naso che, rotto
    e schiacciatolo di mala sorte, lo segnò per sempre.
    Lavorò costui un fanciullo di marmo in una stanza, che lo comperò
    poi Baldessarre del Milanese, dove contrafacendo la maniera antica, fu
    portato a Roma e sotterrato in una vigna: onde cavatosi e tenuto per
35   antico, fu venduto gran prezzo. Conobbe Michele Agnolo, nel suo andare
    a Roma, ch'egli era di sua mano, benché difficilmente ogni altro lo cre-
    desse. Fece il Crocifisso di legno ch'è in Santo Spirito di Fiorenza, posto
    ancora sopra il mezzo tondo dello altar maggiore; e pure in Fiorenza nel
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